Val di Scalve, addio alla decana Carolina Ultima testimone del disastro del Gleno

Val di Scalve, addio alla decana Carolina
Ultima testimone del disastro del Gleno

Aveva 104 anni: pochi mesi fa aveva ricordato quando il papà scampò al crollo della diga, nel 1923.

Schilpario e Azzone piangono Carolina Novelli, 104 anni, decana della Valle e ultima testimone scalvina del Disastro del Gleno, mancata giovedì 24 gennaio alla Fondazione Bartolomea Spada, dove risiedeva dal 2010. Carolina era nata ad Azzone il 12 gennaio del 1915, e lì aveva vissuto la maggior parte della sua vita: aveva incontrato e sposato Giacomo Morelli, con cui aveva costruito una famiglia numerosa, alla quale aveva dedicato tutta se stessa. Ai quattro figli si sono poi aggiunti negli ultimi anni anche tre nipoti e quattro pronipoti. «Carolina – raccontano dalla Fondazione – aveva una fede incrollabile, era molto devota e fino agli ultimi giorni ha sempre partecipato alle funzioni religiose. Era una donna decisa, con un forte attaccamento alla famiglia e ai figli. Chiacchierava volentieri con gli altri ospiti, ma le piaceva raccontare anche episodi del passato, per esempio, di quando lavorava nei campi, con una gerla sulle spalle».

Del passato, e in particolare del Disastro del Gleno, aveva raccontato anche negli ultimi mesi, in particolare di fronte alle telecamere dei responsabili del progetto per la costruzione di un Archivio della Memoria sul crollo dell’invaso della Diga del Gleno del 1923. In occasione del novantacinquesimo anniversario del crollo era stata intervistata dai responsabili del progetto, soffermandosi sui timori sulla sorte del proprio papà che lavorava in uno dei centri più colpiti dal crollo, Dezzo. «Lavorava nel forno – aveva spiegato –. Eravamo molto spaventati perché avevamo paura di non vederlo più, che fosse rimasto anche lui vittima del Gleno. Abitavamo di fronte al sagrato della Chiesa di Azzone e con la mamma ci eravamo messi proprio lì, nella speranza di vederlo arrivare. Che sollievo vederlo sventolare un fazzoletto bianco in una radura nel bosco sottostante: aveva avuto paura e si era rifugiato in alto, così si era salvato».

Carolina lascia i figli Francesca, Gianluigi, Edoardo e Stefano (che di Azzone è stato anche sindaco) con le rispettive famiglie, i nipoti e i pronipoti. I funerali si terranno sabato 26 gennaio alle 15 nella Chiesa parrocchiale di Azzone.


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