Villa di Serio piange Pinuccia «Addio alla signora dei vigneti»
Pinuccia con i figli

Villa di Serio piange Pinuccia
«Addio alla signora dei vigneti»

Pinuccia Faletti vedova Cavalli aveva rilanciato nei terreni di proprietà anche l’allevamento delle mucche.

Con quel suo dolce sorriso, incorniciato in un viso dai tratti signorili, sapeva conquistare affetto e amicizia, infondere serenità, stemperare preoccupazioni, affrontare difficoltà, dispiaceri. Pinuccia Faletti vedova Cavalli, morta venerdì all’età di 88 anni, è stata per la comunità di Villa di Serio «la signora dei vigneti».

Si deve a lei infatti la cura della storica azienda vitivinicola della famiglia Cavalli, illustre casato di letterati, politici e benefattori che ha segnato la storia del paese fin dal suo insediamento ai primi del Settecento. Pinuccia nacque a Bergamo nel 1930 e quando era ancora bambina la sua famiglia si trasferì a Milano dove il padre lavorava alla Società elettrica. Poi la guerra li costrinse a tornare nella città natale e qui Pinuccia incontrò il suo grande amore Gianpiero Cavalli, ingegnere alla Montedison. Lo conobbe ai tempi del liceo quando anche Pinuccia frequentava lo scientifico. Allora la sua più grande passione era la matematica. Una passione innata che esercitava quotidianamente sfidando le 88 primavere, con operazioni matematiche a memoria, conti alla mano e il gioco Sudoku.

Ma Pinuccia, dopo il matrimonio, si appassionò alla vita di campagna nella dimora storica della famiglia Cavalli a Villa di Serio. Fu lei che si prese cura dei terreni di proprietà, dell’allevamento delle mucche, dei vitigni e della produzione di uva. Una produzione che seppe con passione e competenza trasformare in un’azienda vitivinicola di alta qualità, oggi gestita dai figli Giorgio e Maurizio. Alcuni mesi fa le fu rinnovata la patente e i figli ricordano la sua felicità e il suo entusiasmo perché poteva ancora raggiungere con l’auto i vigneti in collina. E nei vigneti c’era a settembre, durante la vendemmia. Insieme a Giorgio e Maurizio aveva raccolto gli amati grappoli d’uva di un’annata che aveva giudicato eccezionale.


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