Tra il viavai di Piazza Vecchia e l'atmosfera dei vicoli che circondano il Palazzo Nuovo, esiste un ingresso che per decenni ha custodito il silenzio. È un portone che si mimetizza tra le architetture storiche, spesso invisibile anche allo sguardo dei passanti più assidui, situato proprio a ridosso della monumentale Biblioteca Angelo Mai. Dietro quelle ante chiuse si cela l'ex chiesa di San Michele all'Arco, un edificio che ha attraversato secoli di trasformazioni, passando da luogo di culto a silenzioso custode della memoria cartacea bergamasca.Per lungo tempo questo spazio è stato vissuto solo come un immenso magazzino d'archivio, un labirinto di scaffalature dove chilometri di libri e riviste hanno trovato rifugio, lontano dagli occhi del pubblico. Ora un ambizioso progetto di riqualificazione restituirà l'edificio alla vita sociale e culturale della città entro il 2029, anche se sui tempi non ci si sbilancia troppo bisogna infatti recuperare oltre 4 milioni di euro.L'intervento, parte integrante del piano di restauro della vicina Biblioteca Mai, trasformerà l'ex chiesa in un'emeroteca moderna e in una sala di consultazione per periodici, garantendo al contempo spazi flessibili pronti a ospitare mostre ed eventi. Il restauro non si limiterà a consolidare e mettere in sicurezza le mura storiche, ma coinvolgerà profondamente anche gli esterni. L'obiettivo finale dell'operazione è la creazione di un polo culturale dinamico.Il servizio di Paola Abrate
Tra il viavai di Piazza Vecchia e l'atmosfera dei vicoli che circondano il Palazzo Nuovo, esiste un ingresso che per decenni ha custodito il silenzio. È un portone che si mimetizza tra le architetture storiche, spesso invisibile anche allo sguardo dei passanti più assidui, situato proprio a ridosso della monumentale Biblioteca Angelo Mai. Dietro quelle ante chiuse si cela l'ex chiesa di San Michele all'Arco, un edificio che ha attraversato secoli di trasformazioni, passando da luogo di culto a silenzioso custode della memoria cartacea bergamasca.Per lungo tempo questo spazio è stato vissuto solo come un immenso magazzino d'archivio, un labirinto di scaffalature dove chilometri di libri e riviste hanno trovato rifugio, lontano dagli occhi del pubblico. Ora un ambizioso progetto di riqualificazione restituirà l'edificio alla vita sociale e culturale della città entro il 2029, anche se sui tempi non ci si sbilancia troppo bisogna infatti recuperare oltre 4 milioni di euro.L'intervento, parte integrante del piano di restauro della vicina Biblioteca Mai, trasformerà l'ex chiesa in un'emeroteca moderna e in una sala di consultazione per periodici, garantendo al contempo spazi flessibili pronti a ospitare mostre ed eventi. Il restauro non si limiterà a consolidare e mettere in sicurezza le mura storiche, ma coinvolgerà profondamente anche gli esterni. L'obiettivo finale dell'operazione è la creazione di un polo culturale dinamico.Il servizio di Paola Abrate