Le ali dei messaggeri come simbolo di una via luminosa in un presente oscuro. È il concetto che ha voluto portare sabato 29 agosto al pubblico riunito nella Cattedrale di Sant’Alessandro, in Città Alta, lo spettacolo «Messaggeri». Scelto come momento centrale dei festeggiamenti del Patrono di Bergamo di quest’anno, l’opera della produzione della compagnia friulana Arearea e del Coro polifonico di Ruda, richiama con le sue caratteristiche il tema di Sant’Alessandro 2026, «Custodire la comunità nella concordia». La performance, promossa dal Comune e curata dal Festival Danza Estate in collaborazione con l’Ufficio Pastorale della Cultura della Diocesi, la Fondazione Adriano Bernareggi e la Parrocchia di Sant’Alessandro in Cattedrale, ha portato infatti in scena attraverso un’opera multidisciplinare la «concordia» tra diverse forme espressive come le arti visive, la musica corale sacra e la danza contemporanea. Un sentimento di unione amplificato dalla particolare disposizione degli spettatori arrivati in Duomo: non frontali rispetto all’azione, ma raccolti attorno ad essa, in modo da diventare protagonisti della creazione. La Cattedrale ha aperto le sue porte per uno dei momenti più suggestivi del programma delle celebrazioni del Patrono. «Credo che disporsi alla coltivazione della concordia - ha detto il Vescovo Francesco Beschi al termine dello spettacolo - sia disporsi ad alimentare la possibilità della luce. Dentro condizioni che delle volte sono buie, la luce diventa non solo necessaria ma brilla in modo particolare». Una luce simboleggiata appunto, nello spettacolo, dalle ali dei messaggeri, rappresentati nella tradizione biblica dagli angeli: «Vorremmo allora andare a casa con questo nel cuore - ha aggiunto monsignor Beschi -. La possibilità di contribuire ciascuno con la sua luce a creare questa concordia, affinché diventi un messaggio di speranza per tutta la nostra città e la nostra comunità». Il servizio di Bergamo Tv.
