Una guerra costosa anche dal punto di vista economico quella fra Usa e Iran.Sono stati già bruciati 2,2 miliardi di export italiano e purtroppo Bergamo, operosa come poche altre realtà, è la provincia che soffre di più con un crollo dell'export diretto verso l'area mediorientale del 27,5%A pagare il conto salato della guerra in Medio Oriente sono quindi le imprese. E' la fotografia scattata da Confartigianato sull'impatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.Un bilancio pesantissimo che posiziona il nostro Paese al vertice delle perdite europee e la nostra provincia al vertice di quelle italiane.Il contraccolpo colpisce in particolare i comparti a forte concentrazione di micro e piccole imprese: il settore della moda registra un preoccupante calo del 33,7%, mentre Il settore dei macchinari, principale voce dell'export italiano nell'area mediorientale, registra una flessione delle vendite del 18,6. Ma soffrono anche la gioielleria e l'arredamento.A livello territoriale il Veneto guida la classifica delle regioni più danneggiate con una contrazione del 26,3%, la Lombardia è terza e perde il 9%, ma a livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano proprio a Bergamo (-27,5%), Vicenza (-25,9%), Milano (-15,5%) e Firenze (-6,5%).Simona BEfani
