C'è un filo invisibile che unirà le ferite dell'Ucraina ai vicoli storici di Olera, frazione di Alzano Lombardo. È il filo della solidarietà attiva, nato dall'esperienza sul campo della delegazione bergamasca del Movimento Europeo Nonviolento guidata da Marcello Raimondi, reduce da un viaggio umanitario lo scorso ottobre a Kharkiv , di dialogo, preghiera e vicinanza profonda. Era il Giubileo della Speranza: ed ha lasciato un segno indelebile nei partecipanti. Tornati a casa con gli occhi carichi del dolore di una terra sotto assedio, hanno avvertito l'urgenza di tradurre quelle forti emozioni in azione concreta. Tra loro il giornalista Mario Bonati che in pochissimo tempo e con straordinario slancio di tante persone ha costituito l'associazione "Presente Ets", un nome scelto proprio per dare una risposta immediata a una delle tante richieste raccolte durante il viaggio.Al fronte sono i bambini i soggetti più colpiti. Per loro i droni non sono un gioco, ma portatori di distruzione e morte; crescono tra sirene costanti, molti con padri o fratelli al fronte, troppi ormai orfani. Ragazzini privati di quella pace e spensieratezza a cui avrebbero diritto.Per dare loro una tregua, l'associazione ha attivato una fitta rete di solidarietà che ha visto l'immediata partecipazione di Comuni, enti pubblici e realtà private del territorio. Grazie a questo sforzo corale, la prossima settimana una trentina di bambina tra gli 8 e i 12 anni con una quindicina di accompagnatori arriveranno a Bergamo per un soggiorno di due settimane a Olera. Sarà un primo segno di vicinanza concreta, un abbraccio per questi ragazzi che, pur portando dentro i segni di una ferita profonda, torneranno a casa come testimoni di uno sguardo di pace, ricevuto da chi oggi si impegna per costruirla.Servizio di Paola Abrate
