Gli accertamenti sono appena iniziati, ma si profila già uno scontro sulle responsabilità dell’incidente ferroviario che ha provocato tre morti e oltre 40 feriti. Il professor Ennio Amodio, che difende Rete ferroviaria italiana ha incontrato i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, e ha chiesto di effettuare accertamenti tecnici anche sulle ruote e sui freni del treno deragliato lo scorso 25 gennaio a Pioltello. Rilievi che, secondo l’avvocato, dovrebbero concentrarsi in particolare sul sistema frenante del terzo vagone, il primo a uscire dai binari, per verificare l’ipotesi di freni obsoleti. Se dovesse emergere un malfunzionamento dei freni o dei carrelli dei vagoni, infatti, la posizione di Rfi (responsabile della manutenzione delle infrastrutture, mentre per i convogli risponde Trenord) risulterebbe alleggerita. Al contrario, se dovesse risultare che l’incidente è stato provocato da carenze nella manutenzione dei binari, le responsabilità più gravose finirebbero per ricadere sulla società. I consulenti nominati dalla Procura stanno valutando, infatti, la condizioni del giunto sulla rotaia “incriminata”, sotto la quale è stata anche infilata una tavoletta di legno. Sotto la lente anche altre possibili anomalie riscontrate sulla linea. Per la difesa di Rfi, però, va analizzato «lo scenario complessivo». Per quanto riguarda le ruote, poi, bisognerà verificare, sempre secondo la difesa di Rfi, che non si fossero “ovalizzate”, ossia usurate in un modo tale da creare delle angolature. Le operazioni di questi giorni sono state svolte nella forma di accertamenti tecnici irripetibili, alla presenza anche dei consulenti delle difese. Le fasi delle analisi specifiche sui pezzi tagliati e trasportati in un deposito potrebbero essere effettuate con la stessa modalità oppurecon un incidente probatorio per cristallizzare le prove in vista di un eventuale processo.
Gli accertamenti sono appena iniziati, ma si profila già uno scontro sulle responsabilità dell’incidente ferroviario che ha provocato tre morti e oltre 40 feriti. Il professor Ennio Amodio, che difende Rete ferroviaria italiana ha incontrato i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, e ha chiesto di effettuare accertamenti tecnici anche sulle ruote e sui freni del treno deragliato lo scorso 25 gennaio a Pioltello. Rilievi che, secondo l’avvocato, dovrebbero concentrarsi in particolare sul sistema frenante del terzo vagone, il primo a uscire dai binari, per verificare l’ipotesi di freni obsoleti. Se dovesse emergere un malfunzionamento dei freni o dei carrelli dei vagoni, infatti, la posizione di Rfi (responsabile della manutenzione delle infrastrutture, mentre per i convogli risponde Trenord) risulterebbe alleggerita. Al contrario, se dovesse risultare che l’incidente è stato provocato da carenze nella manutenzione dei binari, le responsabilità più gravose finirebbero per ricadere sulla società. I consulenti nominati dalla Procura stanno valutando, infatti, la condizioni del giunto sulla rotaia “incriminata”, sotto la quale è stata anche infilata una tavoletta di legno. Sotto la lente anche altre possibili anomalie riscontrate sulla linea. Per la difesa di Rfi, però, va analizzato «lo scenario complessivo». Per quanto riguarda le ruote, poi, bisognerà verificare, sempre secondo la difesa di Rfi, che non si fossero “ovalizzate”, ossia usurate in un modo tale da creare delle angolature. Le operazioni di questi giorni sono state svolte nella forma di accertamenti tecnici irripetibili, alla presenza anche dei consulenti delle difese. Le fasi delle analisi specifiche sui pezzi tagliati e trasportati in un deposito potrebbero essere effettuate con la stessa modalità oppurecon un incidente probatorio per cristallizzare le prove in vista di un eventuale processo.