Il panorama occupazionale per gli under 35 nella Bergamasca attraversa una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un mercato locale estremamente dinamico ma segnato da scadenze imminenti sul fronte degli incentivi nazionali. Nonostante la provincia vanti tassi di disoccupazione storicamente bassi, i dati più recenti evidenziano un paradosso: a fronte di oltre 100.000 ingressi previsti a livello regionale per i profili giovanili, le imprese orobiche faticano a coprire circa il 30% delle posizioni aperte. In questo contesto, il Decreto Coesione e le recenti disposizioni del Milleproroghe rappresentano l'ultima "finestra di opportunità" per le assunzioni stabili: fino al 30 aprile 2026, i datori di lavoro possono infatti beneficiare di un esonero contributivo totale, con un tetto di 500 euro mensili per 24 mesi, destinato all'inserimento di giovani che non hanno mai avuto contratti a tempo indeterminato.Parallelamente, il territorio bergamasco riflette una tendenza nazionale che vede una contrazione della forza lavoro dipendente under 35, spesso orientata verso l'autoimprenditorialità o frenata da retribuzioni d'ingresso giudicate non competitive rispetto al costo della vita locale. Per il tessuto produttivo bergamasco, la sfida dei prossimi mesi sarà dunque quella di assorbire il maggior numero di giovani entro il termine di aprile, cercando di colmare il divario tra l'offerta formativa e le reali necessità di una delle aree più industrializzate d'Europa.In attesa dei dati Inps sul mercato del lavoro i report della Provincia rilevano che nel nostro territorio, nel corso del 2024 e nel confronto con il 2023, le assunzioni nell'età 15 – 34 anni hanno evidenziato una dinamica positiva (+ 0,8%); il quadro generale dei primi mesi del 2025 – che registra un bilancio positivo di oltre 5 mila posizioni lavorative tra assunzioni e cessazioni – mette in rilievo che la riduzione delle assunzioni è meno marcata tra i giovani (-1,8%) che tra le classi centrali (-7,7%).Il servizio di Paola Abrate
Il panorama occupazionale per gli under 35 nella Bergamasca attraversa una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un mercato locale estremamente dinamico ma segnato da scadenze imminenti sul fronte degli incentivi nazionali. Nonostante la provincia vanti tassi di disoccupazione storicamente bassi, i dati più recenti evidenziano un paradosso: a fronte di oltre 100.000 ingressi previsti a livello regionale per i profili giovanili, le imprese orobiche faticano a coprire circa il 30% delle posizioni aperte. In questo contesto, il Decreto Coesione e le recenti disposizioni del Milleproroghe rappresentano l'ultima "finestra di opportunità" per le assunzioni stabili: fino al 30 aprile 2026, i datori di lavoro possono infatti beneficiare di un esonero contributivo totale, con un tetto di 500 euro mensili per 24 mesi, destinato all'inserimento di giovani che non hanno mai avuto contratti a tempo indeterminato.Parallelamente, il territorio bergamasco riflette una tendenza nazionale che vede una contrazione della forza lavoro dipendente under 35, spesso orientata verso l'autoimprenditorialità o frenata da retribuzioni d'ingresso giudicate non competitive rispetto al costo della vita locale. Per il tessuto produttivo bergamasco, la sfida dei prossimi mesi sarà dunque quella di assorbire il maggior numero di giovani entro il termine di aprile, cercando di colmare il divario tra l'offerta formativa e le reali necessità di una delle aree più industrializzate d'Europa.In attesa dei dati Inps sul mercato del lavoro i report della Provincia rilevano che nel nostro territorio, nel corso del 2024 e nel confronto con il 2023, le assunzioni nell'età 15 – 34 anni hanno evidenziato una dinamica positiva (+ 0,8%); il quadro generale dei primi mesi del 2025 – che registra un bilancio positivo di oltre 5 mila posizioni lavorative tra assunzioni e cessazioni – mette in rilievo che la riduzione delle assunzioni è meno marcata tra i giovani (-1,8%) che tra le classi centrali (-7,7%).Il servizio di Paola Abrate