La chiesa parrocchiale di Gorno dedicata a San Martino vescovo, chiusa per problemi di stabilità da oltre due anni (dal 17 gennaio 2024), non è più recuperabile e non potrà essere riaperta ai fedeli. Anzi, secondo le stime dei tecnici incaricati di studiare la situazione, tra gli 8 e i 18 mesi di tempo, una parte della chiesa potrebbe crollare, probabilmente la parte verso la frazione Erdeno, il lato sinistro guardandola dal sagrato. I movimenti sono di circa 3 millimetri ogni due/tre mesi, con le crepe che continuano ad allargarsi, tanto che è fortemente sconsigliato l'ingresso all'interno dell'edificio per il pericolo di crolli. Gli interventi di palificazione non hanno prodotto l'effetto sperato: l'acqua sotto la struttura sta erodendo tutto. La preoccupazione è quindi mettere in salvo prima possibile l'organo, le tele, l'archivio e tutto quello di valore conservato all'interno. La chiesa è stata inaugurata nel 1932 ed è la terza ricostruzione dopo che le prime due volte è stata demolita per gli stessi motivi: i primi segnali di instabilità sono arrivati nel 1956, ma la situazione ha iniziato a farsi preoccupante dal 2017, tanto che nel 2019 per monitorarne i movimenti sono stati installati sette sensori, cinque dei quali ancora attivi. Nel frattempo sarà demolita l'ex casa parrocchiale, inutilizzata da tempo, anch'essa pericolante, ma classificata come bene culturale non rilevante: soltanto la porta d'accesso, risalente a molti anni fa, dovrà essere conservata altrove. Così facendo si creerà lo spazio necessario per garantire un accesso più sicuro al cimitero di Gorno. Il servizio di Elisa Cucchi per Bergamo Tv con l'intervista al parroco Padre Angelo Livio Epis.
