Il traguardo è stato raggiunto e la solidarietà, anche quella bergamasca, ha risposto con i fatti. Grazie alla generosità dei donatori, sono già stati avviati i lavori per il rifacimento del tetto dell’ospedale di Anzaldo, in Bolivia. L’intervento è una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza la struttura sanitaria prima che la stagione delle piogge si abbatta sulle campagne abitate dai campesinos.Sotto quella copertura batte il cuore di un sogno iniziato 40 anni fa, quando Pietro Gamba lasciò Bergamo per rispondere ai bisogni di una terra priva di assistenza. Oggi l’ospedale è un presidio fondamentale che accoglie circa 5.000 pazienti l’anno, garantendo 10 posti letto e una media di 160 interventi chirurgici. La struttura opera grazie a una squadra affiatata composta da tre medici residenti, quattro infermiere in pianta stabile, due biochimiche (tra cui la moglie del medico, citologa), una farmacista e il personale di servizio che gestisce cucina e lavanderia. Fondamentale è anche il supporto di specialisti a chiamata: chirurghi, ginecologi, urologi e traumatologi pronti a intervenire per le diagnosi più complesse.In questo avamposto rurale dove si parla ancora la lingua degli Incas, la medicina si fonda sul calore umano. Ogni paziente riceve tutto il tempo necessario in un ambiente che privilegia l'ascolto e la dignità. Con il cantiere ormai aperto e le campagne sanitarie annuali in corso, l’ospedale di Anzaldo si conferma un porto sicuro capace di sfidare le intemperie e la distanza, trasformando la solidarietà in cura concreta.Il servizio di Paola Abrate
Il traguardo è stato raggiunto e la solidarietà, anche quella bergamasca, ha risposto con i fatti. Grazie alla generosità dei donatori, sono già stati avviati i lavori per il rifacimento del tetto dell’ospedale di Anzaldo, in Bolivia. L’intervento è una corsa contro il tempo per mettere in sicurezza la struttura sanitaria prima che la stagione delle piogge si abbatta sulle campagne abitate dai campesinos.Sotto quella copertura batte il cuore di un sogno iniziato 40 anni fa, quando Pietro Gamba lasciò Bergamo per rispondere ai bisogni di una terra priva di assistenza. Oggi l’ospedale è un presidio fondamentale che accoglie circa 5.000 pazienti l’anno, garantendo 10 posti letto e una media di 160 interventi chirurgici. La struttura opera grazie a una squadra affiatata composta da tre medici residenti, quattro infermiere in pianta stabile, due biochimiche (tra cui la moglie del medico, citologa), una farmacista e il personale di servizio che gestisce cucina e lavanderia. Fondamentale è anche il supporto di specialisti a chiamata: chirurghi, ginecologi, urologi e traumatologi pronti a intervenire per le diagnosi più complesse.In questo avamposto rurale dove si parla ancora la lingua degli Incas, la medicina si fonda sul calore umano. Ogni paziente riceve tutto il tempo necessario in un ambiente che privilegia l'ascolto e la dignità. Con il cantiere ormai aperto e le campagne sanitarie annuali in corso, l’ospedale di Anzaldo si conferma un porto sicuro capace di sfidare le intemperie e la distanza, trasformando la solidarietà in cura concreta.Il servizio di Paola Abrate