Resta in carcare il 33enne nigeriano, regolare, che sabato sera si era barricato sul tetto di una abitazione non utilizzata in via Paleocapa, un ex asilo, ed è sceso solo dopo ore di negoziazione con gli agenti specializzati della questura e della Polizia di Stato. Erano ormai le 3 e mezza di notte. E la via era rimasta chiusa per ore.L'uomo era stato arrestato dagli agenti per resistenza e lesioni. Dal tetto infatti lanciava tegole e vetri e non ne voleva sapere di scendere.Processato in direttissima, il giudice ha disposto la custodia in carcere in considerazione del fatto che non ha fissa dimora e che anche volendo dargli i domiciliari non c'era l'appoggio logistico.Ha disposto anche che in carcere gli sia fatta una valutazione e gli sia dato un supporto psichiatrico. Ma non ha disposto alcuna perizia.Tornerà in aula l'8 ottobre per il processo.Stamane in aula l'uomo di fatto ha negato di volersi buttare dal tetto, anzi. Ha detto che era entrato in quella casa perchè lo aveva già fatto altre volte e aveva il permesso del proprietario. Di fatto sarebbe salito sul tetto, secondo la sua versione, per dormire.Ma alla vista della Polzia si sarebbe spaventato. Non capiva - ha detto, perchè erano lì e perchè lo volessero immobilizzare. E quindi è scappato sul tetto e ha iniziato a lanciare cose.Per arrestarlo gli agenti della Squadra Mobile hanno dovuto simulare di andare via. Solo a quel punto l'uomo è sceso ed è stato arrestato.Simona Befani
