Il panorama della ristorazione a Bergamo chiude il 2025 con un segnale di frenata: si contano 7.083 attività, circa 80 in meno rispetto all'anno precedente. Per la prima volta dal post-pandemia, il calo non colpisce solo i bar, ma inizia a farsi sentire anche nei ristoranti.I bar sono la categoria più in difficoltà: oggi sono 2.950, con una perdita di 54 insegne in un solo anno. Dal 2019 a oggi ne è sparito quasi il 14%. A pesare sono i nuovi stili di vita digitali che allontanano dalla socialità del bancone. Resistono solo i modelli "ibridi" che uniscono caffetteria, pasticceria e servizi extra come il ritiro pacchi.Anche i ristoranti (3.687 unità) segnano per la prima volta un dato negativo (-0,5%), schiacciati dall'aumento dei costi energetici e delle materie prime. Mentre le piccole trattorie faticano, crescono invece le catene e le realtà più strutturate: le imprese con oltre 10 dipendenti sono aumentate del 7%, segno che il mercato premia chi ha dimensioni maggiori e una gestione industriale.L'identikit del settore mostra un calo delle imprese giovanili (-3,4%) e di quelle femminili, che rappresentano comunque un terzo del mercato. L'unica nota positiva arriva dagli imprenditori stranieri, che salgono a 1.022 attività (+4%), trainando il comparto con lo street food e la cucina etnica. In definitiva, il settore sta cambiando pelle: meno piccoli locali tradizionali e più società di capitali solide e organizzate.Il servizioo di Paola Abrate
Il panorama della ristorazione a Bergamo chiude il 2025 con un segnale di frenata: si contano 7.083 attività, circa 80 in meno rispetto all'anno precedente. Per la prima volta dal post-pandemia, il calo non colpisce solo i bar, ma inizia a farsi sentire anche nei ristoranti.I bar sono la categoria più in difficoltà: oggi sono 2.950, con una perdita di 54 insegne in un solo anno. Dal 2019 a oggi ne è sparito quasi il 14%. A pesare sono i nuovi stili di vita digitali che allontanano dalla socialità del bancone. Resistono solo i modelli "ibridi" che uniscono caffetteria, pasticceria e servizi extra come il ritiro pacchi.Anche i ristoranti (3.687 unità) segnano per la prima volta un dato negativo (-0,5%), schiacciati dall'aumento dei costi energetici e delle materie prime. Mentre le piccole trattorie faticano, crescono invece le catene e le realtà più strutturate: le imprese con oltre 10 dipendenti sono aumentate del 7%, segno che il mercato premia chi ha dimensioni maggiori e una gestione industriale.L'identikit del settore mostra un calo delle imprese giovanili (-3,4%) e di quelle femminili, che rappresentano comunque un terzo del mercato. L'unica nota positiva arriva dagli imprenditori stranieri, che salgono a 1.022 attività (+4%), trainando il comparto con lo street food e la cucina etnica. In definitiva, il settore sta cambiando pelle: meno piccoli locali tradizionali e più società di capitali solide e organizzate.Il servizioo di Paola Abrate