A 22 anni alla Sorbonne grazie al doppio diploma

A 22 anni alla Sorbonne
grazie al doppio diploma

«Se mi trovo dove sono ora, lo devo, oltre che a me stesso e alla mia famiglia, anche al posto da dove provengo» afferma Andrea Galbusera, ventiduenne originario di Arcene che attualmente vive a Parigi, dove studia e lavora.
Andrea oggi frequenta il primo anno del master in Negoziazione commerciale internazionale presso l’Università Sorbonne Nouvelle – Paris III e contemporaneamente lavora come Cast member presso il parco divertimenti di Disneyland Paris.

«Tutto ciò – spiega – non sarebbe stato possibile se non avessi frequentato il liceo linguistico al Giovanni Falcone di Bergamo. In terza superiore, infatti, hanno proposto alla mia classe l’EsaBac, un progetto, grazie al quale, alla fine del liceo, avremmo potuto ottenere il diploma bilingue franco-italiano. Oltre alle solite materie, il progetto prevedeva che per i tre anni della sua durata si studiasse storia in lingua francese, con un’attenzione particolare a diversi episodi specifici della storia d’oltralpe, e letteratura francese, in modo più approfondito rispetto a quanto fosse comune fare». Questo ha permesso ad Andrea di approcciarsi alle materie col metodo di studio usato in Francia.

«È completamente diverso da quello che usiamo in Italia – racconta –, quasi l’opposto. In Francia si parte dai documenti e dai testi, li si analizza e, grazie a questi, successivamente, si estrapola la tematica da studiare e discutere a lezione. E lo si fa al liceo così come all’università». Grazie all’EsaBac Andrea ha anche potuto fare la sua prima esperienza in terra d’Oltralpe. «La mia classe, in quarta superiore, ha partecipato a uno scambio linguistico, con degli studenti francesi, anch’essi nel progetto EsaBac. Siamo andati una settimana a Poitiers, ognuno di noi era ospitato in casa di un ragazzo del liceo del luogo. E poi loro sono venuti da noi a Bergamo, nelle nostre case. È stato bellissimo frequentare la loro scuola e visitare la Francia».

Alla fine delle superiori Andrea ha poi sostenuto, oltre al classico esame di maturità, due prove ulteriori in lingua francese. Una scritta e l’altra orale. Col superamento anche di queste ha potuto conseguire sia la maturità italiana che quella francese, il Baccalauréat. «Eravamo la seconda classe del mio liceo a uscire dall’istituto col doppio diploma». Finite le superiori, grazie alla maturità francese ha potuto trasferirsi a Nizza e iscriversi all’università del posto senza dover sostenere esami aggiuntivi o integrativi. «Il Baccalauréat – sottolinea – ti permette di essere visto come uno studente francese. Così, vista la bella possibilità che ci eravamo creati con fatica, io e Francesca Galli, una mia compagna del liceo, abbiamo deciso di partire per Nizza per frequentare l’università lì. Era settembre 2014, io avevo appena compiuto 19 anni e lei ne aveva 18, eravamo curiosi e, lo ammetto, anche un po’ spaventati, ma grazie al supporto e all’aiuto reciproco ce l’abbiamo fatta».

A Nizza, Andrea ha frequentato il corso di laurea triennale di Langues étrangères appliquées, il corrispettivo italiano di Lingue straniere applicate, presso l’Université de Nice - Sophia Antipolis. «Studiavo inglese e tedesco, che già avevo studiato al liceo. Ma oltre alle lingue ho potuto frequentare corsi di economia, marketing e risorse umane. Era un corso di laurea in Lingue, ma improntato al mondo del lavoro, cosa che all’epoca in Italia faticavo a trovare».

Laureato ad aprile 2017, Andrea ha inviato la candidatura alla Université Sorbonne Nouvelle di Paris III per iscriversi al corso di laurea denominato Négociation Commerciale Internationale. «Speravo di potere iniziare questo corso a settembre, ma dovevo aspettare che la mia richiesta fosse analizzata e accettata, perché, vista la grande quantità di candidature che ogni anno l’università riceve da ogni parte del mondo, fanno una grande scrematura. Certamente avevo ottimi risultati, – spiega – un buon curriculum e il fatto di essere uno studente straniero con un doppio diploma franco-italiano e la laurea ottenuta in Francia mi rendeva fiducioso, ma quando ho saputo di essere stato accettato non mi sembrava comunque vero».

Mentre aspettava la risposta della Sorbonne Nouvelle Andrea è stato assunto al parco divertimenti di Disneyland Paris. «Finita la triennale, oltre a cercare di entrare alla Sorbonne, volevo iniziare a usare la lingua che ormai stavo studiando da anni e ho pensato che lavorare fosse il modo migliore, così ho inviato il mio curriculum a diverse aziende, tra cui, quasi per gioco, a Disneyland Paris. Non avrei mai pensato che mi prendessero, invece mi hanno chiamato quasi subito. Il 6 aprile 2017 facevo il colloquio presso la sede di Disneyland Paris a Marne-la-Vallée, e il 7, il giorno del mio compleanno, ero assunto». Nel parco svolge il lavoro di Cast member addetto alla ristorazione. «L’esperienza a Disneyland è bellissima, soprattutto perché mi permette di incontrare tantissima gente da tutto il mondo, confrontarmi con diverse culture e vedere punti di vista differenti. E questa è una delle cose che mi piace di più in assoluto fare».

Vivere a Parigi era da sempre il suo sogno e ha intenzione di restarci ancora qualche anno, ma nel suo futuro vede, un giorno, il ritorno in Italia, a casa sua. «Devo finire il master, quindi resterò qui ancora per un anno o due e poi non lo so. Potrei continuare a vivere a Parigi o trasferirmi in un altro Paese, magari in Germania, visto che ho studiato anche il tedesco e sono affascinato dalla loro cultura. Ma un domani tornerò a casa». Il richiamo di Bergamo, della famiglia e degli amici è forte. «Quando vivevo a Nizza – conclude Andrea – ero a poche ore di treno o aereo da casa e quindi tornavo spesso, ora da Parigi meno. Gli affetti sono tutti lì. Quando capirò che è il momento di stabilizzarmi, di viaggiare un po’ meno, tornerò in Italia, perché è lì che mi vedo realizzare questi progetti. Arcene, così come la provincia di Bergamo, quando ci vivi la critichi tanto, tantissimo, ma quando poi vai a vivere lontano capisci che è casa, con tutti i pro e tutti i contro, ma pur sempre casa e ti manca».

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