«Lasciamo tutto e apriamo una guesthouse in Islanda»
Virginio Carobbio e Cinzia Epis

«Lasciamo tutto e apriamo
una guesthouse in Islanda»

Virginio in pensione, Cinzia in mobilità. Hanno deciso di vivere nella natura e nel silenzio. «È la nostra seconda vita». Porte aperte ai viaggiatori.

Il silenzio? La colonna sonora. La scenografia è la natura, immensa e potente. Un amore irrinunciabile che da sogno, sfida e avventura, si è trasformato in un progetto concreto, di vita. Partire per l’Islanda, in un angolo di mondo così lontano e diverso dai canoni italiani di una vita fatta tra caffè al bar, corse nel traffico per arrivare in ufficio in tempo, la spesa al centro commerciale e la pausa nel fine settimana alla ricerca di un po’ di pace tra i boschi e la quiete della Valle di Scalve. Cinzia Epis e Virginio Carobbio hanno chiuso un capitolo molto importante della loro vita: lei 48 anni, lui 62, sposati da 22 anni, hanno fatto le valigie, chiuso la loro casa di Carobbio degli Angeli, e hanno iniziato a gestire una guesthouse a Borgarnes, nei fiordi dell’ovest dell’Islanda, poco sopra la capitale. «Virginio è in pensione, ha lavorato una vita come elettricista per un’azienda che montava impianti industriali – spiega Cinzia –. Io, impiegata amministrativa in una ditta, sono finita in mobilità a causa della crisi degli ultimi anni che si è mangiata via molte aziende del territorio. La nostra passione comune per la natura e il viaggio ci ha messo di fronte a un bivio».

E Cinzia spiega con molta chiarezza il futuro di una coppia come la loro: «Io avrei cercato un altro lavoro, pure con difficoltà, e Virginio avrebbe passato gli anni della pensione ad aspettarmi di ritorno dall’ufficio. Non volevamo rinchiuderci in questo stereotipo, soprattutto dato il nostro amore per una vita più lontana dai canoni “occidentali”, dai ritmi sociali imposti da una vita fatta di cartellini da timbrare, anni di anzianità, casse integrazioni e troppa fretta».

Allora Cinzia e Virginio nel 2013 hanno fatto un viaggio in Islanda e da quei 15 giorni con il sole a mezzanotte, la natura che prende il sopravvento e avvolge ogni pensiero, hanno deciso: «Lasciamo tutto e ce ne andiamo, ma con un progetto che ci ridia una seconda vita» ha detto Virgino a Cinzia. E così hanno fatto, con tanti timori e tanta difficoltà: «Soprattutto per chiudere i vari aspetti della nostra vita italiana. Dopo il viaggio itinerante per l’isola, passando dalla zona dei fiordi e quella desertica fino agli altopiani, abbiamo individuato una guest-house da prendere in gestione».

Sei camere e tre bagni, con la zona della sala e della cucina da condividere tra gli ospiti: «Accanto c’è una piccola casetta che è la nostra abitazione, dove vivremo insieme ai nostri cani e gatti». Il tutto è iniziato a settembre: prima è partito Virginio con il figlio per iniziare i primi lavori. Cinzia lo raggiungerà con i loro animali domestici e fidi compagni a giugno: «Stiamo studiando l’inglese e un po’ di islandese. Partiamo da zero e ci sta dando una grande mano per la lingua, Diego, figlio di 34 anni di Virginio: ha preso un anno di aspettativa dalla sua azienda che si occupa di software per vivere con noi questo nuovo inizio. Grazie a lui è già on line il nuovo sito della guesthouse www.millivina.is» spiega Cinzia. Che non ha paura: «Del freddo? Della solitudine? – sorride –. Me lo chiedono tutti». E risponde: «Siamo vicini a un’altra guesthouse e a 25 minuti di distanza dal primo villaggio. Penso agli spazi immensi, alla pace di un inverno che ci offrirà il tempo di leggere e ascoltare musica, di guardare un nuovo orizzonte, di dedicarci a noi stessi».

«Penso a come si vive qui in Islanda – riflette Cinzia –, con le case aperte e fuori dalle abitazioni la vendita dei prodotti coltivati. C’è solo un cestino per mettere il denaro e nessuno penserebbe di non pagare solo perché non c’è alcun controllo. E poi immagino le persone che incontrerò, di tutto il mondo, le escursioni da organizzare, la manutenzione e le attività: da giugno a settembre sarà alta stagione, con l’aurora boreale e le tempeste di sole che ti fanno capire quando è immenso questo mondo».

E mentre Cinzia parla, vien voglia di fermarsi. Di ripensare ai tempi, alle cose che si desiderano e si vogliono fare: «Ce lo diciamo sempre ma non lo facciamo mai. E intanto il tempo passa. Ma io e Virginio ci siamo fermati davvero e i nostri 14 anni di differenza ci hanno dato la spinta per ripartire, insieme». Sulla pagina Facebook «Milli Vina Guesthouse» Virginio posta le foto dell’aurora boreale che in queste notti ha riempito il cielo mentre Cinzia sta finendo gli ultimi scatoloni a Carobbio. Poi Cinzia sorride di nuovo: «Nessun rimpianto, semplicemente una ripartenza. Una seconda vita».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con Brembo S.p.A. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per sei mesi l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: bergamosenzaconfini@ecodibergamo.it.


© RIPRODUZIONE RISERVATA