Martedì 15 Dicembre 2009

La truffa «passa» dalla finestra
Fantasma l'azienda di Pradalunga

Ha aperto uno spazio espositivo all’interno di un centro commerciale del lecchese, presentandosi come referente locale di un’azienda polacca, la Oknoplast, specializzata nella produzione di serramenti. Secondo l’accusa lanciata dalla Federconsumatori, però, la ditta Darma di Pradalunga, proponeva l’acquisto di porte, finestre e ante in Pvc, facendosi dare anticipi o facendo firmare ai clienti contratti di finanziamento, senza però effettuare poi i lavori pattuiti.

«Sono già cinque o sei le persone che si sono rivolte alla nostra associazione segnalando di essere stati raggirati e chiedendo la nostra assistenza, ma pensiamo che i clienti imbrogliati possano essere ancora di più. Ed è per questo che lanciamo un appello chiedendo a cittadini lecchesi che hanno stipulato qualche contratto con l’azienda Darma di mettersi in contatto con noi».

La documentazione raccolta da Federconsumatori è ampia: i responsabili della ditta proponevano la vendita degli infissi, effettuando rilievi e adattamenti anche presso le abitazioni dei loro clienti, garantendo la consegna entro 60 giorni. Ma questi impegni sarebbero stati spesso disattesi. «Ci sono persone - continua la denuncia dell’associazione di consumatori - che hanno già versato sostanziosi anticipi, altre che ora si trovano a dover pagare le rate di un contratto di finanziamento per un lavoro che non hanno visto eseguito e che, probabilmente, non sarà mai fatto. Noi abbiamo provato a cercare il titolare della ditta al recapito che abbiamo a Pradalunga, in provincia di Bergamo, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre raccomandate con ricevuta di ritorno».

Non solo: anche l’azienda Oknoplast ha preso le distanze dalla Darma: si è rivolta a uno studio legale di Ferrara per sporgere una denuncia al comando carabinieri della Regione Emilia Romagna. Nella denuncia, promossa dal titolare dell’azienda polacca, sarebbe specificato che la Oknoplast in Italia ha una propria agenzia per la commercializzazione dei propri prodotti con sede a San Martino e che la Darma, quindi, avrebbe agito senza autorizzazione.

«Denunceremo all’autorità giudiziaria l’ennesima truffa che vede vittime diversi cittadini - continua la Federconsumatori - e ribadiamo ancora una volta la necessità di una legge che tuteli maggiormente le vittime». In occasione di episodi di questo genere, punta il dito l’associazione dei consumatori, non vengono raggirati solamente i malcapitati clienti «ma anche operatori economici e finanziarie che elargiscono loro ogni credibilità concorrendo indirettamente alla truffa».

A margine della vicenda, sulla quale comunque dovrà fare piena luce l’autorità giudiziaria, la Federconsumatori sottolinea la mancanza di una legge che conferisca pari responsabilità sia alla società che fornisce (o dovrebbe fornire) la merce ma anche alla finanziaria proposta per il pagamento. «Sono tanti i casi, oltre a questo, in cui i clienti pur sapendo che non riceveranno la merce ordinata devono comunque continuare a pagare le rate alla finanziaria: noi valuteremo con i nostri legali la migliore tutela alle persone truffate in modo che vengano tutte adeguatamente risarcite».

a.ceresoli

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