Venerdì 01 Gennaio 2010

L'abbraccio della comunità
«L'ultimo regalo del vescovo»

Una grande partecipazione di persone, da tutta la diocesi, ha caratterizzato le celebrazioni di venerdì 1° gennaio nella chiesa ipogea del Seminario in suffragio del vescovo emerito di Bergamo Roberto Amadei. E davvero tantissime persone sono affluite in questi giorni nella chiesa ipogea per un ultimo saluto a monsignor Amadei, fermandosi a pregare un momento, sfilando davanti al feretro e sfiorandolo spesso con la mano, a testimoniare con semplicità ma in modo intenso, grande affetto e gratitudine verso il vescovo che per tanti anni ha guidato la Chiesa bergamasca.

Proprio questa grande affluenza di persone, al termine della veglia diocesana del pomeriggio, è stata sottolineata dallo stesso vescovo Francesco Beschi, successore di Amadei alla guida della Chiesa bergamasca: «È forse l’ultimo dono del vescovo Roberto – ha detto – la ricchezza di questa partecipazione grandiosa e di questa testimonianza di fede. Un’esperienza di grazia quasi palpabile».

Un’esperienza che il vescovo Francesco ha ricondotto, durante l’omelia della veglia, alla testimonianza di monsignor Amadei attraverso la quale la comunità ha potuto percepire la propria «appartenenza» al Signore. Il vescovo Roberto – ha sottolineato monsignor Beschi, utilizzando le parole dell’apostolo Paolo – è apparso come vero «ministro di Cristo» e «amministratore dei misteri di Dio» e mostrando la sua appartenenza, la sua totale dedizione, a Dio, ha fatto avvertire come sia così per ciascuno.

«L’amore – ha detto – dice la verità della fede, che è questione di cuore, del centro di ogni persona. Quando percepiamo l’amore che anima il ministro di Dio ne siamo illuminati». Un amore che porta a rispondere all’invito a seguire Gesù e proprio questa capacità di mettersi al seguito – ha insisto il vescovo Francesco – è la condizione per poter guidare la comunità, per essere pastore, come lo è stato monsignor Amadei.

«E la gente non dimentica – ha concluso monsignor Beschi – il vescovo Roberto che le ha voluto bene gratuitamente, fedelmente, senza riserve». Non dimentica, la gente. E ricambia. Così è sembrato anche visivamente nell’abbraccio di folla intorno al feretro di monsignor Amadei.

k.manenti

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