Lunedì 04 Gennaio 2010

Fiume Cherio, quasi un milione
per il progetto di riqualificazione

Ha avuto il via libera dalla Regione e un finanziamento di quasi un milione di euro da Fondazione Cariplo e Aipo (Agenzia per il fiume Po e i suoi affluenti) il progetto promosso dalla ex Comunità Montana Val Cavallina per la riqualificazione del fiume Cherio, il terzo corso d'acqua per lunghezza e portata della nostra provincia.

Tutto nasce nel 2006, quando l’allora Comunità Montana Val Cavallina decide di dar vita a una serie di interventi: rinaturalizzazione, fitodepurazione delle acque, miglioramento dell’alveo, accessibilità agli argini naturali. Un piano tanto innovativo quanto impegnativo: 23 lotti legati da un fil rouge, ma indipendenti l’uno dall’altro, con 16 Comuni interessati, sette progettisti impegnati nell’allestimento del piano e circa 16 milioni di euro di investimenti.

«Abbiamo già iniziato qualche piccolo stralcio a Casazza ed Entratico – spiega Mario Barboni, ex presidente dell’allora Comunità montana Val Cavallina –. Tre diversi interventi dal costo complessivo di 120.000 euro, finalizzati alla rinaturalizzazione degli argini e al miglioramento dell’accessibilità delle sponde». Il primo è stato realizzato a Casazza, dove all’altezza di via Fornaci è stato predisposto un piccolo accesso al fiume per pedoni o per chi volesse usare la canoa.

Opera simile anche a Entratico, dove di fronte a via Foscolo sono stati abbattuti per circa 50 metri gli argini in cemento. Al loro posto una sponda verde che, oltre a ridurre l’impatto visivo, contribuirà a rendere più vivibile e accessibile quella porzione di Cherio per famiglie e pescatori. Sempre a Entratico nei pressi della zona industriale in programma anche l’aumento di vegetazione lungo gli argini con un doppio filare alberato capace di separare ulteriormente il corso d’acqua dalla dai rumori delle ditte e della Statale 42.

I nuovi contributi permetteranno quest'anno di intervenire a Borgo di Terzo, Luzzana, Entratico e Trescore. L’obiettivo è quello di rendere fruibile il fiume, senza sacrificare (anzi, potenziando) la sicurezza idrogeologica del corso d’acqua. Saranno quindi realizzate aree attrezzate e di sosta, sarà pulito l’alveo, adeguate e arretrate le recinzioni, disinquinate le acque.
Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo in edicola martedì 5 gennaio

k.manenti

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