Lunedì 18 Gennaio 2010

Lavoravano insieme
Colleghi sconvolti

A unirli non erano solo la loro amicizia e la comune passione per il pallone, ma anche il lavoro. I tre ragazzi che sabato sera hanno perso la vita nello schianto a Comun Nuovo, infatti, da qualche anno lavoravano tutti e tre alla Legatoria Bergamasca di Levate, un'azienda specializzata in rilegature e cartotecnica che è attiva da diversi anni ed è molto conosciuta in provincia.

La notizia della tragica scomparsa di Dario Bonacina, Fabio Asperti e Giuseppe Saitta si è sparsa tra gli operai e i dirigenti nel corso della mattinata di ieri e ha sconvolto tutti: l'impresa, con i suoi 16 dipendenti, è quasi una famiglia per chi ci lavora tutti i giorni e i rapporti spesso vanno oltre la collaborazione professionale.

«Erano dei ragazzi bravissimi – spiega la dirigente Cristina Colombi –: in azienda hanno sempre lavorato con impegno e dedizione. In questi anni abbiamo avuto modo di apprezzare anche le loro qualità umane: venivano tutti e tre da buone famiglie, dalle quali hanno ricevuto sani principi. Lavorando con loro si vedeva che erano ragazzi con dei valori».

Fabio e Dario, che erano stati compagni di classe e giocavano nella stessa squadra di calcio a Levate, erano arrivati circa quattro anni e mezzo fa alla legatoria di viale Italia, uno poco tempo dopo l'altro: il primo ad entrare in azienda era stato Fabio, poi era arrivato anche l'amico Dario. Fabio dopo una prima esperienza alla legatoria aveva lavorato per un periodo alla Tenaris di Dalmine, quindi era tornato nella ditta di Levate. «Dario e Fabio avevano completato il periodo di apprendistato – racconta Cristina Colombi – e poi avevano entrambi raggiunto la qualifica di operai».

Giuseppe invece era arrivato successivamente nell'azienda dove già lavoravano i suoi due amici: «Lavorava con noi da un paio d'anni – racconta Cristina Colombi – e doveva ancora completare l'apprendistato. Tutti e tre erano addetti alle piegatrici». Con i colleghi e con i dirigenti, raccontano dalla Legatoria Bergamasca, c'era un rapporto personale: «Qui è come una famiglia – spiega la dirigente – ci si conosce tutti, ci si confronta: i rapporti con il passare del tempo non restano esclusivamente personali, si diventa quasi amici. Conoscevamo per esempio i genitori dei ragazzi: quando un giovane è al suo primo impiego le famiglie ci tengono a conoscere i datori di lavoro e a sapere come vanno i loro figli».

Anche tra loro i ragazzi erano amici: «Ci sono altri giovani di Levate qui in azienda – racconta Cristina Colombi –: spesso li vedevamo arrivare insieme al mattino in bici dal paese. Era bello vederli così uniti». Oggi la legatoria di Levate sarà aperta e ci sarà un momento di raccoglimento in segno di lutto per i tre giovani dipendenti scomparsi: «Vogliamo essere vicini alle famiglie di Dario, Fabio e Giuseppe – conclude Cristina Colombi – e nelle prossime ore valuteremo il modo più appropriato per farlo».

La notizia del tragico incidente stradale che sabato sera è costato la vita ai tre ragazzi si è sparsa rapidamente ieri mattina a Levate e a Osio Sotto, suscitando il cordoglio delle due comunità. I tre giovani erano conosciuti anche per la loro passione per lo sport: Dario e Fabio giocavano a calcio nel Levate Calcio, la squadra del paese, mentre Giuseppe Saitta militava nella Fulgor Canonica di Canonica d'Adda.

I tre amici sono stati ricordati nelle preghiere durante le Messe della giornata e anche l'amministrazione comunale di Levate ha voluto testimoniare apertamente la propria vicinanza alle tre famiglie in questo momento di dolore: il sindaco Federica Bruletti, infatti, ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali.

a.ceresoli

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