Lunedì 18 Gennaio 2010

Una sbandata, poi il buio
Salva, Valentina è sotto choc

«Superata la rotonda, l'auto ha cominciato a sbandare, poi il buio. Mi sono svegliata qualche istante dopo lo schianto mentre Luca, il ragazzo che guidava, cercava disperatamente di tirarmi fuori dalle lamiere. Appena ho visto la macchina spezzata in due, e mi sono resa conto che per qualcuno non c'era più nulla da fare, ho cominciato a urlare. Non capivo più niente. Volevo uscire il prima possibile da quest'incubo, diventato improvvisamente realtà». Parte da qui il drammatico racconto di Valentina Consonni, 20 anni, una delle due ragazze che si trovava sui sedili posteriori della Fiat Brava, sulla quale sabato sera hanno perso la vita tre ragazzi in via Verdella a Comun Nuovo. Ancora sotto choc, poco dopo essere stata dimessa dall'ospedale di Seriate verso le 18,30 di ieri, parla dalla sua abitazione di via Pizzo Recastello alla Celadina, con un filo di voce e negli occhi quei terribili attimi: «Verso le 23 Alessandra, la mia migliore amica, mi ha invitato ad andare alla discoteca Nikita a Telgate – racconta piena di paura con diverse ferite sul viso, il collarino, e ancora dolori allo stomaco e alla mano sinistra –. Così, poco dopo, sono salita sull'auto con alcuni suoi amici che non conoscevo. Siccome eravamo in sei persone per cinque posti, dietro ci siamo seduti in quattro. Due ragazzi con me e Alessandra che stava sulle mie gambe. Quando la macchina ha cominciato a sbandare eravamo in viaggio già da una decina di minuti. Dello schianto non mi sono proprio resa conto e non mi ricordo la velocità. L'ultima immagine che ho è la macchina che sbanda violentemente poco dopo la rotonda, poi il vuoto più completo. Ho ripreso conoscenza poco dopo, quando l'auto era già completamente distrutta». Da questo momento la ragazza si è resa conto immediatamente di quanto era appena accaduto: «Alessandra era volata via dalle mie braccia, forse da un finestrino dell'auto, e la sentivo urlare di paura, senza sosta, a poca distanza da me dopo essere finita in un fosso – continua tremando –. Davanti le cinture erano allacciate ma dietro, purtroppo, no. Il pezzo posteriore dell'auto spezzata era finito sulla ringhiera di un'azienda chimica di via Verdella, dov'è avvenuto lo schianto; la parte posteriore, invece, non l'ho più vista. Io mi sono ritrovata ancora seduta, fra le lamiere, completamente sola senza le tre persone che erano accanto a me poco prima. Sentendo in continuazione le urla disperate della mia amica volevo immediatamente correre da lei, ma dopo che sono stata estratta dalla macchina mi hanno immobilizzato e non ho potuto fare nulla. Ho girato la testa dall'altra parte e ho visto il ragazzo che stava seduto proprio al mio fianco contro una ringhiera grigia coperto dalle lastre metalliche e d'improvviso un telo bianco che scendeva sul suo corpo. In quel momento mi si è ghiacciato il sangue nelle vene e ho capito la gravità incredibile di quanto era successo». Valentina ripercorre anche gli attimi in cui è stata estratta dall'auto da Luca, il ragazzo che guidava l'auto che si è tragicamente schiantata dopo aver urtato un palo e un cespuglio, prima di ribaltarsi abbattendo la recinzione della ditta chimica Farmol: «Da quel momento, nonostante la paura, sono stata sempre cosciente. Il ragazzo che guidava mi ha liberato da quel che rimaneva della parte posteriore della Fiat abbastanza in fretta. Avevo paura, le lamiere erano bollenti, sentivo forte calore sulle gambe e nella schiena. Per fortuna non ho perso la testa e ho sempre cercato di ripetere in continuazione il mio nome per rimanere lucida il più possibile. Nelle ore successive, quando ho saputo in ospedale che i ragazzi scomparsi erano tre, sono rimasta sconvolta. Non ci volevo credere e speravo ancora fosse solo un incubo mentre invece – spiega in lacrime Valentina – è tutto vero. In quella macchina si è salvato solo chi stava seduto dalla parte destra del veicolo e, io e Alessandra, siamo vive per miracolo. Insieme dovremo aiutarci e farci forza per affrontare quanto accaduto. Ora vado subito a chiamarla – spiega prima di entrare in casa –. Non l'ho ancora vista e sentita dal momento del terribile schianto». Nella notte fra sabato e ieri ha passato attimi di grandissima preoccupazione anche Luisa, la mamma della ragazza rimasta ferita nell'incidente: «Il telefono è squillato alle 2 e già in quel momento avevo il presentimento che fosse successo qualcosa – racconta –. Dall'altra parte della cornetta ho trovato la mia Valentina e ho tirato un sospiro di sollievo. Mi ha informato di quanto era accaduto parlando, per non spaventarmi, di un "piccolo incidente". Arrivata in ospedale ho trovato una realtà agghiacciante: tre giovani vite perse. Sono ancora frastornata».

a.ceresoli

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