Martedì 02 Febbraio 2010

Omicidio Gonella, il pm chiede
la riapertura delle indagini

Non ha ancora un nome l'assassino di Stefano Gonella, il ventiseienne di Piario ucciso a coltellate all'alba del 24 settembre 2006 nella sua abitazione di via Passarotti, nella prima periferia di Bologna. Ma dopo tre anni e mezzo c'è un'enorme messe di dati raccolti nell'inchiesta della Squadra Mobile del capoluogo emiliano e anche un nucleo di potenziali sospetti su cui poter lavorare ancora.

Per questo il Pm Maria Gabriella Tavano ha formulato al Gip una richiesta di archiviazione dell'indagine (i tempi delle indagini preliminari sono scaduti) e una contestuale richiesta di riapertura delle indagini. Le indagini avevano portato anche alla formulazione di un identikit dell'assassino che ritrae un uomo alto 1,80, sui trent'anni, fisico esile, capelli lunghi lisci, carnagione olivastra, probabilmente italiano. Unico segno particolare, una fossetta particolarmente pronunciata sul mento. Il ritratto del killer era stato tracciato grazie alle descrizioni incrociate di alcuni testimoni ascoltati dagli agenti della Squadra Mobile.

Ma c'è stato anche un lavoro di in chiesta basato su avanzatissimi sistemi di software che hanno permesso di incrociare svariati dati, compresi quelli delle celle telefoniche, e di potere tracciare i movimenti delle persone. Un lavoro che ha portato, appunto, ad un gruppetto di possibili sospetti, molti dei quali sono stati già scartati anche sulla base del confronto del Dna (decine e decine di campioni biologici raccolti) con quello ritenuto dell'assassino, trovato nella casa di via Passarotti.

Un'inchiesta comunque difficile e resta ancora avvolto nel mistero il movente di un delitto che, si era pensato, potesse essere opera di uno squilibrato. Di certo c'è che la vittima conosceva il suo assassino: la sera precedente l'omicidio, Gonella, ragazzo solare con un gran numero di conoscenti, rientrò in casa con lui dopo una serata passata con gli amici tra pub e locali della città. I due parlarono a lungo, ascoltarono musica, fino al tragico epilogo preceduto da una violenta colluttazione. Udito il trambusto, un ragazzo spagnolo, ospite della vittima da qualche giorno, lasciò la camera attigua e vide un uomo con i capelli lunghi fuggire dall'appartamento.

Tra l'altro gli investigatori hanno fatto ad indagini avanzate anche una trasferta in Spagna per sentire nuovamente il giovane spagnolo nella speranza di avere qualche ulteriore elemento. Il giovane vide Gonella riverso a terra in una pozza di sangue, agonizzante. Poco prima un testimone aveva riferito alla polizia d'aver visto l'assassino gettare una borsa nera nel cassonetto della spazzatura. Una borsa che apparteneva alla vittima e che dopo esser stata svuotata del contenuto (materiale quasi certamente asportato dall'abitazione) è stata gettata via. Gli investigatori ascoltarono più volte anche la fidanzata inglese della vittima, Verity, e anche amici e conoscenti.

k.manenti

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