Lunedì 08 Febbraio 2010

Ucciso dal monossido a Berbenno
Ancora gravissima la compagna

Tragedia a Berbenno, in una casa di via Europa dove domenica il monossido di carbonio, esalato da una stufetta a gas, ha ucciso nel sonno Laurent Manzoni, 41 anni, mentre la compagna Mercedes Céspédés, 45 anni, è ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale Niguarda di Milano. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della stazione di Almenno San Salvatore, i due fidanzati arrivati dalla Francia a Berbenno con alcuni familiari per tumulare le ceneri del papà di Laurent, Nazareno Manzoni, sabato sera dopo aver cenato con il fratello Thierry e gli zii, hanno raggiunto la stanza da letto al piano superiore della casa.

Per scaldare la stanza dove non c'è riscaldamento, Laurent tre ore prima aveva acceso un stufetta a gas portata dalla Francia. Prima di coricarsi con la compagna ha spento la piccola stufa e l'ha spostata nel corridoio. Sembra che la stufa, forse difettata, abbia consumato tutto l'ossigeno che c'era nella stanza. La coppia è andata a dormire e ha chiuso la porta. Ma nel corso della notte Laurent è passato dalla vita alla morte senza accorgersi, invece Mercedes si è sentita male, ha vomitato ma non è riuscita a dare l'allarme.

Domenica mattina i francesi dovevano ritornare in Francia; Thierry, non vedendo Laurent, ha aspettato un po' poi verso le 10 ha bussato alla stanza, ha chiamato il fratello diverse volte senza aver risposta; entrato nella camera, ha trovato Laurent e Mercedes nel letto, che non davano segni di vita. Thierry, volato giù dalle scale, ha avvisato la zia Maria, sorella del papà, che ha raggiunto la casa della famiglia Capelli a una decina di metri dalla loro, per capire come fare ad allertare i soccorsi. La signora Marilena Locatelli ha chiamato immediatamente il 118. In via Europa è arrivata prima l'ambulanza della Croce Rossa di Sant'Omobono e dopo pochi minuti la medicalizzata. Purtroppo per Laurent non c'era più nulla da fare, mentre i medici hanno prestato i primi soccorsi alla fidanzata, trasportata d'urgenza agli Ospedali Riuniti di Bergamo.

Al pronto soccorso è stata sottoposta alle cure e agli esami diagnostici, poi in giornata è stata poi ricoverata al Niguarda di Milano, dov'è in prognosi riservata, in condizioni gravissime. Sul posto anche i vigili del fuoco e i carabinieri della radiomobile di Zogno e della stazione di Almenno San Salvatore. A Berbenno è arrivato anche il sostituto procuratore Carmen Santoro. Sono scattate le indagini per capire le cause della disgrazia; è intervenuto anche il medico legale dell'Asl, Andreina Pangallo; gli inquirenti hanno poi raccolto le testimonianze del fratello di Laurent, Thierry, e di sua moglie Brigitte Montagi.

In base anche agli esami ematici effettuati a Mercedes, si è stabilito che la tragedia è stata causata dal monossido di carbonio. Il sostituto procuratore ha già dato il nulla osta per sepoltura della salma, che è stata composta nella camera mortuaria del cimitero di Berbenno. Domenica mattina tante le persone che hanno raggiunto via Europa per avere notizie sulla tragedia che ha colpito la famiglia Manzoni, arrivata dalla Francia per tumulare le ceneri di papà Nazareno, 72 anni, morto a Lione il 26 gennaio. Anche il sindaco Claudio Salvi ha raggiunto la casa dei Manzoni per portare le condoglianze dell'Amministrazione comunale e di tutti i berbennesi. «Venerdì sera Laurent, con tutti i familiari, avevano partecipato alla cena di solidarietà per i terremotati di Haiti – racconta il parroco don Roberto Belotti –, persone solari, simpatiche, che hanno chiacchierato tutta sera». R.T.

r.clemente

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