Mercoledì 10 Febbraio 2010

Bergamo, polveri sottili: nel 2009
superato 72 volte il valore limite

I dati del dossier Mal'Aria 2010 presentato da Legambiente in collaborazione con AmbienteItalia e Ecosistema Urbano Primo (Allegato 1) mostrano una situazione preoccupante sullo stato dell'aria che respiriamo nella nostra provincia. Sembra che il problema, seppur diventato cronico, continui ad essere sottovalutato e non affrontato in modo deciso ed efficace.

La normativa nazionale prevede un limite giornaliero di PM10 per la protezione della salute umana di 50 μg/m3, da non superare più di 35 volte in un anno. Bergamo nel 2009 ha superato questo valore massimo per 72 giorni. I trasporti oltre ad essere i principali responsabili dell'inquinamento atmosferico in città, sono la seconda fonte di emissioni di CO2 equivalente in Italia (per il 23%) dopo la produzione di energia, e rappresentano anche il settore che ha registrato la crescita più impetuosa dal 1990 a oggi di gas serra (+25,1%).

Il principale imputato per l'inquinamento metropolitano continua a giocarlo il traffico su gomma: le automobili in cima alla classifica, con 11.245 t di PM10, 240mila t di ossidi d'azoto (NOx) e oltre 74milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2007. Importante anche il contributo dei veicoli commerciali pesanti al primo posto per le emissioni di ossidi di azoto con quasi 250mila tonnellate di CO2. Infine non sono trascurabili le emissioni dei veicoli a due ruote, seconda tra i mezzi di trasporto per quanto riguarda il CO e il benzene.

Il traffico è sempre più congestionato da un parco macchine che non ha pari in Europa, il trasporto pubblico è scarsamente attrattivo, le isole pedonali sono praticamente immutate da un anno all'altro. Si stima che nei capoluoghi di provincia si trascorrano due settimane all'anno in automobile, a una velocità media di 25 km/h.

Eppure, nonostante la situazione della mobilità sia in costante peggioramento, le contromisure prese dalle amministrazioni locali sono in massima parte insignificanti, quando non addirittura assenti, ridotti a stop parziali alla circolazione, targhe alterne, incentivi a rottamare le vetture Euro 0 o Euro 1.

Crediamo che stimolare un dialogo sull'ormai emergenza aria sia quanto meno auspicabile nell'ottica di lavorare per un miglioramento delle condizioni di vivibilità delle nostre città. Per questo i circoli provinciali di Legambiente chiedono di essere chiamati a partecipare ai tavoli di coordinamenti degli amministratori dell'area critica bergamasca, in concerto con le forze sociali ed economiche portatrici di interesse collettivo, allo scopo di mettere a disposizione i nostri dati scientifici e piani di lavoro concreti.

La posizione di Legambiente sulla qualità dell'aria, infatti, viene spesso strumentalizzata e ridotta alla sola proposta delle domeniche ecologiche di chiusura la traffico. Riteniamo che prima di tutto vi sia da stimolare un'educazione alla sostenibilità, promuovendo una mobilità diversa grazie a trasporti pubblici efficienti e piste ciclabili diffuse e incentivando una cultura energetica a minor impatto, utilizzando fonti rinnovabili.

A questo scopo invitiamo le amministrazioni a prendere in considerazione forme di supporto ai progetti in ambito ambientale, come i bandi della Fondazione Cariplo (Allegati 2, 3, 4) per un'educazione alla sostenibilità, dalla mobilità all'energia

m.sanfilippo

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