Giovedì 18 Febbraio 2010

Grassobbio: chiama il 112
cliente sventa la rapina alla banca

Rapinatori maldestri e doppiamente «sfortunati», giovedì a Grassobbio, dove il colpo che avevano deciso di mettere a segno, ai danni della filiale della Ubi-Banca Popolare di Bergamo di via Europa, è andato completamente in fumo. Sia perché i contanti si trovavano all'interno delle casse temporizzate che a quell'ora erano chiuse, sia perché una cliente che stava per entrare in banca, accortasi della rapina in corso, ha chiamato il 112 con il cellulare e in una manciata di minuti, un'auto dei carabinieri di Zanica, che si trovava proprio a Grassobbio per un pattugliamento, ha raggiunto l'istituto di credito.

I malviventi, che erano disarmati, per un soffio sono però riusciti a fuggire, a mani vuote, a bordo di una vecchia Y10 risultata rubata. L'episodio è accaduto poco dopo le 12,30, quando all'interno dell'istituto di credito si trovavano otto impiegati, tra cui il direttore, e due clienti.

I banditi, secondo la descrizione due uomini italiani dall'accento settentrionale, con una calzamaglia sul volto, sono entrati separatamente e, affinché le loro impronte digitali non fossero riconosciute dal sistema biometrico posizionato nei bussolotti dell'ingresso, hanno calzato sul dito indice un ditale in gomma con stampate delle impronte false.

Il primo, dopo essere entrato a testa bassa, indossando una parrucca e occhiali da sole, si è subito messo sul volto la calzamaglia, intimando ai presenti di non muoversi perché si trattava di una rapina. Pochi istanti dopo è entrato il complice, anche lui indossando un ditale di gomma con finte impronte. I due erano disarmati, anche se uno di loro teneva una mano nella tasca del giubbotto.

«Inizialmente – racconta il direttore Alessandro Lorenzi – hanno fatto spostare tutti contro una parete, chiedendo al cassiere di consegnare il denaro in cassa, ma essendoci il sistema temporizzato non è stato possibile accontentarli se non aspettando diversi minuti. Allora, spazientiti, ci hanno fatto tutti scendere nel caveau dove ci sono le cassette di sicurezza ma anche in questo caso è andata male, perché essendo le cassette personali dei clienti, le chiavi le possiedono solo loro. Così hanno iniziato a urlare ma, capendo che non potevano davvero fare nulla, sono scappati. In breve tempo sono arrivati i carabinieri, grazie all'aiuto di una cliente che stava per entrare quando la rapina era in corso e ha subito dato l'allarme».

Nella fuga, uno dei malviventi ha anche perso il ditale, ora al vaglio della Scientifica dei carabinieri, assieme alle immagini della videosorveglianza. Nel frattempo sono iniziate le ricerche dei fuggiaschi anche con un elicottero che ha perlustrato la zona.

Stefano Bani

m.sanfilippo

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