Mercoledì 24 Febbraio 2010

Ponte S. P., la nuova rotaroria
è rimasta «impigliata» tra i rovi

Si fa sempre più intricata la vicenda della realizzazione della nuova rotatoria all'incrocio tra le vie Locatelli, Marconi e Kennedy, per la maggior parte sul territorio comunale di Ponte San Pietro e per la restante su quello di Brembate Sopra, che avrebbe dovuto essere pronta il 15 marzo 2010.

Il Corpo forestale dello Stato di Sotto il Monte – che era intervenuto il 5 dicembre scorso, constatando la mancanza delle dovute autorizzazioni ai lavori di rimozione del filare di arbusti e piante per circa 4.000 metri quadrati di bosco – nei giorni scorsi ha fatto pervenire il verbale di accertamento con il quale detta all'impresa esecutrice una serie di obblighi.

«Dobbiamo richiedere l'autorizzazione paesaggistica e di trasformazione del bosco e per avviare questa procedura, alla luce delle recenti normative di legge entrate in vigore ai primi di gennaio di quest'anno, ci vorranno come minimo sette o otto mesi» fanno sapere dalla studio tecnico della direzione lavori: «Quindi, prima di riprendere i lavori sospesi e portarli a termine ci vorrà un annetto buono. E non rimarrà ferma solo la rotatoria, ma anche l'inizio dei lavori di realizzazione del piano di lottizzazione residenziale di via Kennedy».

Ma per meglio capire quanto sta succedendo occorre fare un passo indietro, al 2004, quando iniziò l'iter per la realizzazione del piano di lottizzazione residenziale adiacente all'attuale caseggiato a Est di via Kennedy, a Ponte San Pietro. Autorizzando la costruzione residenziale, il Comune chiese come standard qualitativo al privato l'attuazione della rotatoria all'incrocio tra le vie Kennedy, Marconi e Locatelli. Contro questa concessione edilizia ci fu un ricorso che fermò i lavori, e solo nel 2009 la sentenza del Consiglio di Stato sbloccò tutto. Il 3 novembre 2009 le ruspe dell'impresa iniziarono i lavori della nuova rotatoria, tagliando e sradicando pianticelle, rovi e sterpi cresciuti nel frattempo. Dalla direzione lavori del cantiere fanno notare che sul terreno preso in considerazione passa pure la linea elettrica di alta tensione. «La nuova procedura paesaggistica obbliga il privato, oltre all'autorizzazione da richiedere in Provincia e alla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, a piantumare in un altro luogo il doppio dell'area a bosco dismessa, con costi che gravano poi sulla realizzazione degli edifici residenziali. Problemi all'autorizzazione poi non ce ne sono, considerando la zona interessata». Il verbale di accertamento contiene anche la sanzione: «Decine di migliaia di euro, ma faremo ricorso».

«È assurdo – commenta Giuliana Reduzzi, sindaco di Ponte San Pietro – non si può agire in questo modo contro un'opera pubblica che porta sicurezza a un incrocio pericoloso. C'erano solo rovi e piante di robinie cresciuti spontaneamente e non un bosco. Anche noi abbiamo a cuore il verde. Quello che era ritenuto bosco era diventato anche un ricettacolo di rifiuti: quando l'opera sarà conclusa, saranno piantumati nuovi alberi e ampliate aree verdi. Se vogliono li raddoppieremo, l'importante che quest'opera da anni attesa venga realizzata per la sicurezza della viabilità, in vista anche della prossima apertura dell'asse interurbano. Inoltre, considerando i tempi di crisi, si tratta di interventi che creano anche lavoro».

Anche il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, è stupito: «La rotatoria doveva risolvere il problema dell'uscita degli autoveicoli dalla zona industriale e dare più sicurezza a questo snodo stradale molto trafficato, anche in previsione della nuova viabilità dell'asse interurbano. Peccato che i tempi si allungheranno a causa di un'area incolta che proprio non aveva niente del bosco».

Di tutt'altro avviso il Corpo forestale dello Stato: «Siamo un organo di Polizia ambientale – spiegano alla Direzione di Bergamo – che applica le normative di legge vigenti in materia paesaggistica ed ambientale. Quindi, prima di dare il via ai lavori della rotatoria, il responsabile del procedimento doveva chiedere l'autorizzazione di trasformazione del bosco alla Provincia. Ci voleva poco farci una telefonata e chiedere il nostro parere: avrebbero evitato tutti questi problemi. Nel nostro accertamento abbiamo riscontrato circa 4.000 metri quadrati di bosco, in prevalenza di robinie. La legge considera bosco un'area superiore ai 2000 metri quadrati, quindi quella dove si stava realizzando la rotatoria era bosco e i responsabili dei lavori dovevano richiedere l'autorizzazione, per la quale ora ci vorranno circa tre mesi».

Angelo Monzani

a.ceresoli

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