Cervo a spasso alla Martinella
Catturato e liberato a Pradalunga

Cervo a spasso alla Martinella Catturato e liberato a Pradalunga
Un cervo alle porte della città. E' successo giovedì alle 14.40, quando la Questura e il Corpo Forestale dello Stato hanno contattato la Polizia Provinciale per segnalare a Bergamo, dopo il rondò delle Valli in località Martinella, la presenza di un cervo che si avvicinava sia alla sede stradale che alle abitazioni. L'agente della sala operativa ha subito attivato il personale del Nucleo ittico venatorio e il Nucleo stradale per predisporre i servizi viabilistici a tutela della circolazione, particolarmente intensa lungo le arterie limitrofe.

Le operazioni sono proseguiti fino alle 21, senza però riuscire a recuperare l'animale in considerazione anche del buio e delle ampiezza dell'area. Nella mattinata di venerdì le ricerche sono riprese con una perlustrazione della zona e alle 9.30 un cittadino ha contattato la Polizia Provinciale segnalando che il cervo era stato avvistato nei pressi di Gorle. Mentre gli agenti del Nucleo Stradale controllavano il flusso della circolazione lungo la Strada Provinciale 37, gli operatori di polizia locale del Nucleo Ittico Venatorio sono riusciti a rintracciare il cervo all'interno di un cantiere edile vicino al quartiere Baio.

Gli agenti hanno richiesto l'intervento del veterinario dell'Asl e l'animale è stato quindi narcotizzato con il fucile lancia siringhe in dotazione alla Polizia Provinciale. Si tratta di un cervo maschio fusone di quasi due anni, di circa 120 chilogrammi; forse sceso dalla Valle Seriana lungo l'asta del fiume Serio, ovvero dai colli della Maresana. Il cervo è il ruminante più grosso che popola la nostra provincia ed è distribuito nelle valli Seriana, Brembana e Borlezza.

L'animale, in buone condizioni fisiche, è stato trasportato a Pradalunga in località Spersiglio e, dopo essere stato munito di radio collare al fine di verificare gli spostamenti, è stato liberato. Nel corso dell'intervento sono state recuperate nel cantiere edile anche tre piccole lepri che sono state poi portate al Centro recupero della fauna selvatica di Valpredina.

Per l'assessore alla Polizia provinciale Fausto Carrara «nelle situazioni operative il ricorso alla telenarcosi è un metodo fra i più sicuri per la tutela della fauna selvatica. Plauso agli Agenti della Polizia Provinciale che hanno dimostrato, oltre ad una grande professionalità, passione per l'attività svolta».

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