Giovedì 01 Aprile 2010

Tessile e moda, nasce un corso
per formare giovani manager

Capacità di coniugare competenze gestionali e allo stesso tempo di conoscere le peculiarità del settore tessile e della moda: saranno queste le doti che svilupperanno i giovani al nuovo curriculum di studi attivato all'Università di Bergamo all'interno del corso di laurea triennale in Ingegneria gestionale con una specializzazione in filiera tessile e della moda.

Il nuovo orientamento, che lunedì ha ottenuto il via libera del Senato Accademico, sostituisce il corso di laurea in Ingegneria tessile istituito nel 2004 all'interno della facoltà di Ingegneria dalminese. Il percorso rappresenta un unicum a livello italiano e potrà essere quindi appetibile non solo per i ragazzi bergamaschi.

Il calo di iscritti al corso (due matricole in tutto) registrato all'inizio dell'ultimo anno accademico ha costretto a ripensare l'offerta formativa per renderla più accessibile alle esigenze dei ragazzi e allo stesso tempo rispondere alla richiesta del mondo imprenditoriale di avere professionisti con una qualificazione sempre più alta da spendere in un settore che punta tutto sulla qualità e l'innovazione.

«Le nuove direttive ministeriali – spiega infatti il rettore Stefano Paleari – ci chiedono una sostanziale razionalizzazione dei corsi di laurea ma allo stesso tempo il territorio, in questo caso il mondo imprenditoriale, ci esorta a proseguire sulla strada della formazione di giovani ingegneri nel campo tessile. Con l'istituzione dell'indirizzo filiera tessile e della moda all'interno del corso di laurea in Ingegneria gestionale siamo riusciti a coniugare entrambe le richieste».

Del resto il corso in Ingegneria tessile dell'Università di Bergamo è sempre stato all'avanguardia. Se Felipe Massa o Fernando Alonso si aggiudicheranno un altro podio dopo quelli del Gran Premio del Bahrain e in Australia cun po' di merito è anche degli studi dei laboratori del ramo tessile nella Facoltà di Ingegneria di Dalmine. Naturalmente nessuna conferma ufficiale perché dalle parti di via Marconi la riservatezza è d'obbligo ma una cosa è certa: qui si studiano tessuti non soltanto resistenti alle fiamme ma anche leggeri come una piuma, traspiranti in modo tale da permettere la maggior sicurezza e la migliore prestazione atletica addirittura in Formula 1. Insomma altro che trama e ordito, la ricerca nel tessile oggi apre scenari inimmaginabili ai profani della materia e quel che più sorprende e inorgoglisce è che queste frontiere si stanno esplorando proprio in Bergamasca.

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a.ceresoli

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