Il popolo della montagna
è in festa con «Orobie»

Il popolo della montagna è in festa con «Orobie»
Vent'anni di emozioni, lavoro collettivo, e passione per portare nelle case la ricchezza di tutto il territorio bergamasco. Giornata di festa domenica 18 aprile, nella casa della montagna al Palamonti, per l'Orobie Day: un momento celebrativo dedicato al ventennale della rivista che ha coinvolto lettori, collaboratori, e amici; l'occasione preziosa per ripercorrere le tappe più significative del mensile e coinvolgere tutte le persone che, da sempre, seguono con attenzione l'attività di Orobie, rivista diretta da Pino Cappellini.

L'evento organizzato in collaborazione con Moma Comunicazione, che da tempo cura la grafica e l'impaginato della rivista, ha proposto un programma ricco di attività: escursioni, visite guidate, incontri, workshop di fotografia, laboratori e dimostrazioni di arrampicata con lo staff di Orobie a completa disposizione di famiglie, amici, e appassionati.

Al mattino ha riscosso molto successo l'escursione al Canto Alto con Mario Merelli e gli accompagnatori del Cai. Tanti i temerari che, nonostante la pioggia, alle 8,30 si sono presentati alla partenza da Sedrina. Dalla visita guidata agli acquarelli en plein air con Marco Dusatti e Damiano Nembrini. Anche durante il pomeriggio tantissime attività coinvolgenti e dinamiche: l'introduzione al disegno con Stefano Torriani, il workshop di fotografia digitale con Marco Mazzoleni e Matteo Zanga e, addirittura, una dimostrazione di come si fa il formaggio «La Scaletta» tipico di Lizzola a cura del casaro Piero Bosio che ha coinvolto tantissimi curiosi.

Per i più appassionati di montagna è stata organizzata una prova pratica di arrampicata all'interno del Palamonti e la mostra «La Presolana mai vista» con tante immagini molto suggestive dedicate alla regina delle Orobie raccontata dall'autore Marco Lanfranchi. L'Orobie Day si è concluso con il racconto dell'ultima impresa di Mario Merelli al Cho Oyu e la presentazione dei collaboratori della rivista. Leggi di più su L'Eco di lunedì 19 aprile.


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