Mercoledì 28 Aprile 2010

Jungo, arriva anche a Bergamo
il mix tra autostop e car-pooling

Si chiama Jungo ed è un servizio già attivato dalla Provincia di Trento, al quale quella di Bergamo sta guardando con molto interesse e che funziona secondo il principio dell'imbarco a vista, vale a dire dell'autostop, del quale non ha però le controindicazioni. Gli utenti sono tesserati, previo controllo della fedina penale, ed è in ogni momento possibile reperire informazioni sulla persona che offre il passaggio, sia essa tesserata o meno, tramite un sms. Al termine della tratta il passeggero paga un ticket prestabilito dalla società.

C'è molta attenzione anche verso il servizio di car sharing (che permette di utilizzare un'automobile su prenotazione, pagando in ragione dell'utilizzo) per il quale la provincia ha commissionato alla società Muoversi uno studio di fattibilità. Lo studio, ipotizza la creazione di parchi auto nella città, stimando utenza, tariffe, dimensioni e composizione del parco auto e del piano di sviluppo.

«Si tratta – afferma Gloria Gelmi, dell'Ufficio trasporti pubblici della Provincia – di un primo passo fatto nella speranza che qualche società si interessi alla questione, eventualmente coinvolgendo città in cui il servizio è già attivo, come Milano, cosa che permetterebbe di ammortizzare le spese».

È invece già in funzione il car pooling, modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, al fine di ridurre i costi del trasporto. Un'iniziativa attivata tra il 2007 e il 2008, che coinvolge il Comune e la Provincia di Bergamo, Aci, le principali aziende bergamasche, la Provincia di Milano e il Comune di Brescia, garantendo un servizio ad ampio raggio. «La sperimentazione andrà avanti fino alla primavera dell'anno prossimo – sostiene Andrea Nani, della cooperativa sociale La Ringhiera – e vorremmo fosse estesa ad altre aziende e alla rete del volontariato».

Jungo e car pooling sono stati fra gli argomenti del 4° Forum dei mobility manager di Bergamo, allo Spazio Viterbi della Provincia, nel quale si è parlato anche della ridefinizione delle competenze della figura del mobility manager e della promozione di sistemi e servizi innovativi per una mobilità sostenibile.

Un successo inaspettato - è stato ricordato - sta riscuotendo il bike sharing, promosso da Comune e Atb, con 120 biciclette in 15 stazioni e un trend di crescita costante. Al momento sono 1.340 gli abbonati, soprattutto lavoratori tra i 20 e i 60 anni che si spostano da e verso il luogo di lavoro. Il bike sharing si inserisce nelle modalità di spostamento casa-lavoro, delineate dall'ingegnere Rapinesi di Atb Mobilità, che ha presentato anche l'ultima indagine di gradimento del servizio Atb, i cui risultati indicano un buon indice di soddisfazione in merito alla copertura del territorio, l'affidabilità e la comodità del servizio.

Grande interesse ha suscitato la presentazione del dispositivo Fir da parte di Dario Franzoni, di Balos Technology, che migliora il processo di combustione dei motori, aumentandone l'efficienza e riducendo consumi e emissioni inquinanti.

JUNGO A BERGAMO
Jungo c'è ed è già funzionante a Bergamo: il punto di riferimento diventa la Provincia. Telefonando all'Ufficio relazioni con il pubblico (035.387839) dalle 10 alle 12,  da lunedì a venerdì, si potrà fissare un appuntamento per l'iscrizione. «Servirà un documento di identità e per le prime 100 richieste abbiamo pensato a un bonus di iscrizione gratuita - ha spiegato Gloria Gelmi -. Per tutti gli altri, il costo è minimo: 15 euro annuali. L'obiettivo è quello di avere più passeggeri per veicolo, meno mezzi in movimento e meno viaggi a vuoto».

Come funziona Jungo
Quando un automobilista vede uno jungonauta (riconoscibile dal braccio alzato, che mostra una speciale “card” al posto del “pollice”), accosta perché sa di essere protetto dai dispositivi di sicurezza, di potere guadagnare il ticket (lo jungonauta versa 10cent/km, più 20cent di “fisso”) e conoscere una persona nuova. A un maggior numero di partecipanti corrisponde un minor tempo di attesa, la cui media è stata monitorata in 7,2 minuti per i maschi e 3,5 per le donne.

Esibendo la propria card, lo jungonauta garantisce che:
- non ha precedenti penali;
- non è stato escluso da JUNGO (l'esclusione per mal comportamento avviene a seguito di una complessa ed esclusiva procedura attivata dalle segnalazioni);
- è “tracciabile”, al momento dell'imbarco, con un sms contenente il nome utente. Analogamente è tracciabile il guidatore, anche se non iscritto a Jungo (tramite targa o patente).

Le donne, se vogliono sentirsi ancora più sicure, possono segnalare che la loro richiesta di imbarco è rivolta solo ad altre donne: basta esibire insieme alla card il nastrino rosa recapitato con la card.

Su Bergamo Tv
Giovedì 6 maggio, alle 17.15, l'iniziativa della Provincia verrà illustrata durante la trasmissione “Incontri” in onda su Bergamo Tv.

Per saperne di più
ma nache per iscriversi online : www.jungo.it

r.clemente

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