Mercoledì 26 Maggio 2010

Si tuffa nel Brembo e scompare
Riprese le ricerche del 15enne

Si è tuffato da una roccia alta più di due metri in un tratto del fiume Brembo dove la corrente è molto forte. Una volta in acqua si è trovato subito in difficoltà e ha chiesto aiuto, muovendo le braccia e urlando in direzione di alcuni suoi amici che si trovavano sulla sponda. Due di loro non hanno esitato a tuffarsi per cercare di salvarlo.

Per alcuni istanti sono anche riusciti ad afferrargli un braccio. La corrente, però, alla fine ha vinto la sua resistenza e l'ha trascinato sotto il livello dell'acqua. Nessuno l'ha più visto riemergere. Così martedì pomeriggio, a Osio Sopra, in località Ponte Corvo, Adama Yoda, un quindicenne residente a Sabbio di Dalmine in via Don Sturzo, nato in Italia il 2 febbraio 1995 da genitori originari del Burkina Faso, è scomparso nelle acque del fiume Brembo.

Le ricerche, effettuate dal gruppo dei sommozzatori volontari di Treviglio e dal gruppo Speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco di Bergamo sono continuate fino a tarda sera: sono stati setacciati due chilometri di fiume, senza però risultati. Le ricerche sono riprese alle 9 di mercoledì mattina e per il momento non hanno avuto nessun esito. Ci sono comunque ormai poche speranze che il quindicenne, che a quanto sostenuto dai suoi amici non sapeva nuotare, possa essere ritrovato in vita.

Tutto è accaduto intorno alle 17. A quell'ora una compagnia di nove ragazzi, tutti minorenni e residenti a Dalmine e nelle sue frazioni, si trovavano per trascorrere un tranquillo pomeriggio in riva al Brembo, nel tratto particolarmente roccioso che si trova all'altezza del filatoio Rasica e dove vige il divieto di balneazione. Alcuni di loro conoscevano già il luogo, al quale si accede percorrendo una impervia scarpata.

Altri invece si trovavano lì per la prima volta. Fra questi, a quanto risulta, anche Adama: intorno alle 17,15 ha deciso di tuffarsi in un punto dove il letto del fiume si restringe e poi scorre, per circa quattro metri, in mezzo a due rocce di grosse dimensioni. In quel punto la corrente appare piuttosto pericolosa e si vedono chiaramente anche dalla riva dei mulinelli d'acqua. Il quindicenne se l'è sentita comunque di tuffarsi, non dando retta nemmeno ai suoi amici che gli hanno sconsigliato di farlo.

«Gli ho chiesto se sapeva nuotare - ha raccontato uno di loro - e lui mi ha detto di sì. Sono convinto, però, del contrario. Ho cercato così di convincerlo a lasciar perdere. Ma lui non mi ha voluto ascoltare». Infatti Adama, dopo essersi spogliato e aver tenuto soltanto gli slip, è salito su una roccia alta più di due metri e si è tuffato in un punto dove il fiume raggiunge una profondità di circa sette metri.

Una volta in acqua sono subito cominciate le difficoltà: è stato a questo punto che ha iniziato a muovere le braccia e a chiedere aiuto. Non è escludere la possibilità che, tuffandosi, sia anche finito contro una roccia rimanendo ferito. Due suoi amici, un quindicenne originario del Nicaragua e un sedicenne originario della Serbia e che si trovavano sulla sponda a circa sei metri da lui, non hanno esitato a tuffarsi in suo aiuto.

«Per un attimo - afferma ancora molto scosso il quindicenne del Nicaragua, che proprio ieri festeggiava il suo compleanno - ho pensato che ce l'avrei fatta a salvarlo. Sono anche riuscito ad afferragli un braccio. Adama però continuava ad agitarsi e così non sono riuscito a trattenerlo. A un certo punto la corrente ha avuto la meglio su di lui ed è scomparso sott'acqua. Io allora non ho potuto fare altro che ritornare a riva».

Gli amici del ragazzo, compresa la gravità della situazione, hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono subito giunti i carabinieri di Osio Sotto e gli agenti della polizia locale di Osio Sopra, i vigili del fuoco di Dalmine, il gruppo Saf dei vigili del fuoco di Bergamo e i sommozzatori volontari di Treviglio, che si sono subito immersi in acqua per dare il via alle ricerche, concentrate soprattutto intorno alle numerose rocce che si trovano lungo quel tratto del fiume.

A dargli man forte si sono anche alzati in volo prima l'elicottero del 118 di Bergamo e poi quello dei vigili del fuoco di Milano che, dall'alto, hanno perlustrato il tratto di fiume, lungo circa seicento metri, che va dalla località Ponte Corvo fino alle chiuse che si trovano a Brembate, all'altezza del ponte autostradale. Del quindicenne, però, nessuna traccia.

Le ricerche sono poi state interrotte, a causa del calare del buio, intorno alle 21,30 e sono riprese questa mattina. Ieri ad assistere alle operazioni dei soccorritori sono rimasti per ore sulla sponda del fiume gli amici di Adama: molto scossi, non sono riusciti a darsi pace per quanto successo. «Alcuni di noi - hanno raccontato - hanno già provato negli anni scorsi a fare il bagno in questo tratto di fiume. Certo, siamo sempre rimasti vicino a riva e non ci siamo mai tuffati dalle rocce e non era mai accaduto nulla. Non credevamo che potesse essere così pericoloso».

Nemmeno quanto successo, però, sembra che non li farà desistere a ritornare in riva al fiume Brembo: «Qui ci troviamo bene - hanno ribadito - perché è un luogo tranquillo e appartato, dove si può prendere il fresco. Non possiamo permetterci di andare ogni giorno in piscina».
 Patrik Pozzi

m.sanfilippo

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