Lunedì 07 Giugno 2010

Grassobbio, referendum per lo stadio
«Se sì, polo scolastico in cambio»

Avanti c'è posto. Anzi, un solo posto, la cava lungo la nuova Cremasca. Se il nuovo stadio si farà a Grassobbio si farà qui, e non è una novità. «Sì, la sola area che ci vede disponibili è quella», spiega il sindaco (leghista) Ermenegildo Epis.

«Cosa ne penso? Io sono favorevole, ma in campagna elettorale siamo stati chiari: l'ultima parola spetta ai cittadini». Ergo? «Se arriverà una proposta faremo un referendum». Premessa: «Quello che so lo apprendo dai giornali, per il momento contatti non ce ne sono stati». O meglio, con il lato Percassi, neoproprietario dell'Atalanta, perché nei mesi scorsi Epis aveva fatto capolino a Palafrizzoni insieme all'imprenditore Vilse Crippa: «Sì, era un'altra ipotesi, ma poi non se n'è fatto più niente».

L'attuale sindaco, dunque, parla di referendum: «Mi pare una modalità corretta, a loro la scelta: l'ho promesso in campagna elettorale e non cambio idea».

Altro punto fermo, l'area: «Quella cava deve sparire, se qualcuno vuole fare lo stadio deve farlo là: è la sola dispobibile nel paese». Lungo la Cremasca, poco distante dall'intersezione con la Tangenziale sud: «La zona è ben servita dalla viabilità, quindi una struttura del genere non ci creerebbe molti problemi, visto che è comunque ai margini dell'abitato del paese, lontana dal centro: secondo me potrebbe sostenere un intervento del genere». Certo, fondamentale «sarà l'assetto viabilistico, che va comunque migliorato». E ovviamente la contropartita: «La prima è appunto la viabilità, la seconda opere publiche», il polo scolastico in primis.

Piena disponibilità a trattare, anche se nell'intervento ci scappasse del commerciale a contorno: «Ci può stare, sa bisogna anche pensare al futuro: commerciale vuol dire Ici assicurata, per cui...».

Leggi di più su L'Eco in edicola martedì 8 giugno

a.ceresoli

© riproduzione riservata