Giovedì 01 Luglio 2010

Prima di uccidere le sue ex
aveva lasciato un biglietto di scuse

Un biglietto di scuse, nella sua casa di Vailate (Cremona) in via Carlo Porta 17, e dietro di sé una lunga scia di sangue: due donne uccise, la prima in Piemonte e la seconda a Rivolta d'Adda (Cremona), e infine il suicidio a Truccazzano (Milano).

Dodici ore di follia per Gaetano De Carlo, carrozziere ad Arzago, che avrebbe compiuto 55 anni il 26 luglio. Vittime due sue ex: Maria Montanaro, 36 anni, è stata uccisa a Riva di Chieri, in provincia di Torino, intorno alle 7,30. Tre colpi di pistola. Nel pomeriggio, sotto i colpi della 7,65 di Gaetano De Carlo, muore Sonia Balconi, 42 anni, seguita in auto all'uscita dal suo ufficio di Truccazzano fino a Rivolta d'Adda, a pochi metri dall'abitazione in via Donizetti 27 dove viveva con il marito, Guido Olivari, e la figlioletta di quattro anni.

Una giornata di follia, che per Gaetano De Carlo si conclude a Truccazzano: mancano pochi minuti alle 19 quando vengono interrotte le ricerche dell'uomo, scattate subito dopo la scoperta del cadavere di Maria Montanaro. De Carlo si è tolto la vita con la stessa pistola dopo aver lasciato la sua Honda Civic grigia ed essere salito su una collina a Corneliano Bertario, poco distante dal cimitero.

La caccia al carrozziere di Vailate è scattata fin dalla scoperta dell'omicidio della trentaseienne di Riva di Chieri. I sospetti si concentrano subito sull'uomo, che aveva avuto una relazione con Maria Montanaro. Nella Bassa Bergamasca, nel Milanese e nel Cremonese spuntano posti di controllo, mentre i carabinieri già alle 9 si presentano nella carrozzeria Crippa di Arzago e chiedono notizie su Gaetano De Carlo.
Una caccia che continua fino al pomeriggio.

Quando intorno alle 17 Sonia Balconi – sua ex, che contro il carrozziere aveva presentato una denuncia per molestie nel febbraio del 2009, procedimento che aveva già portato al suo rinvio a giudizio – esce dalla ditta Macor di Truccazzano, dove faceva l'impiegata, per fare ritorno a casa. Sale sulla sua Renault Twingo grigia.

De Carlo la segue fino a Rivolta d'Adda – paese della provincia di Cremona che si insinua tra le province di Bergamo e Milano – e, nei pressi del parcheggio del Parco della Preistoria, raggiunge la donna, estrae la pistola e le spara. Tre colpi la raggiungono al petto.

Sull'asfalto restano i vetri del finestrino infranto, ma la Twingo percorre ancora una ventina di metri. Il carrozziere raggiunge una seconda volta la donna ed esplode un quarto colpo, questa volta alla testa. La tragedia a poca distanza dall'abitazione della donna: pochi minuti dopo l'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine, sul posto giungono anche i familiari della quarantaduenne. Strazianti le scene di dolore.

Nei pressi del Parco della Preistoria arrivano i carabinieri della compagnia di Crema, la polizia, i vigili. Da Bergamo viene fatto intervenire l'elisoccorso del 118. Ma per il medico non resta altro da fare che constatare il decesso di Sonia Balconi. Il procuratore della Repubblica di Crema, Daniela Borgonovo, segue tutte le fasi dei rilievi. Il cadavere viene trasferito nell'obitorio e intanto riprendono vigore le ricerche di Gaetano De Carlo. La caccia si concentra ancora di più in queste terre di confine tra le tre province di Bergamo, Milano e Cremona. È poco prima delle 19 che le pattuglie ricevono la revoca delle ricerche.

L'epilogo di questa giornata di follia in una zona isola di Truccazzano, poco distante dal cimitero di Corneliano Bertario. Prima viene notata la Honda Civic grigia che fin dalla mattina era nel mirino di carabinieri e polizia. Poi, a circa 150 metri, nel verde di una collina, il corpo senza vita di Gaetano De Carlo. Un colpo in testa, con la stessa pistola calibro 7,65. Per gli inquirenti è suicidio.

Nel corso delle prime indagini emergono i rapporti dell'uomo con Maria Montanaro e Sonia Balconi. Storie che si sono interrotte, che hanno avuto anche strascichi giudiziari. De Carlo frequentava il Piemonte perché nel Torinese abita la mamma. Ora si cerca di capire cosa può aver fatto scattare una follia così cruenta. Nella sua casa di Vailate il biglietto con le scuse.

r.clemente

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