Giovedì 01 Luglio 2010

Duplice omicidio: altre due donne
erano tenute sotto protezione

C'erano altre due donne sotto protezione di carabinieri nelle ore tra l'omicidio di Maria Montanaro, a Chieri in Piemonte, e di Sonia Balconi, a Rivolta d'Adda. I carabinieri di Caravaggio e quelli di Settala, nel Milanese, hanno protetto le donne che avevano avuto rapporti sentimentali con Gaetano De Carlo, il carrozziere che dopo aver ucciso la Montanaro e la Balconi si è suicidato.

Una di loro si chiama Olga ed è una ragazza romena: per qualche tempo aveva vissuto con il carrozziere, poi  era andata ad abitare con alcune amiche a Caravaggio. Rintracciata dai militari dopo il delitto dell'ex fidanzata a Chieri, è stata portata in caserma per alcune ore, ipotizzando che l'uomo le volesse far del male. Lo stesso è accaduto per un'altra ragazza, che vive nel milanese, nella zona di Settala.

Da Chieri a Rivolta, la ricostruzione del viaggio della morte
«Stiamo aspettando di analizzare i tabulati telefonici e i tracciati del Telepass montato sull'auto del De Carlo. Questa vicenda ci lascia l'amaro in bocca, ma abbiamo la coscienza a posto: è stato fatto tutto quanto era in nostro potere». Così il maggiore Domenico Mascoli, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Torino, spiega oggi il viaggio della morte, dal Piemonte alla Lombardia di Gaetano De Carlo, il carrozziere di Arzago che mercoledì ha ucciso due donne e poi si è tolto la vita.

Ora i militari di Torino stanno indagando in particolare per capire se, dopo l'omicidio di Maria Montanaro a Riva di Chieri, potesse essere evitato quello di Sonia Balconi, a Rivolta d'Adda. I carabinieri spiegano che non appena i sospetti sono confluiti su De Carlo, l'Arma di Torino ha iniziato a collaborare con i colleghi di Milano e di Cremona. Aggiungono che tutte le centrali operative di Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna sono state informate della caccia all'uomo.

«Abbiamo lavorato in sinergia con i colleghi degli altri comandi provinciali coinvolti - ha aggiunto il maggiore Mascoli - e c'è stato un buon coordinamento».

Quello che resta da capire è come mai i militari del capoluogo piemontese non fossero informati delle denunce che la seconda vittima aveva presentato contro l'assassino.

Rivolta d'Adda, il marito spiega: anni di tormento, fino alla denuncia
Sonia Balconi e il suo omicida, Gaetano De Carlo, che l'ha uccisa a colpi di pistola a Rivolta d'Adda dopo aver fatto lo stesso con una ex fidanzata a Chieri, si erano conosciuti circa sette anni fa in piscina. Poi per la donna era cominciato un tormento, sfociato in una vera e propria aggressione circa un anno fa nella casa in cui viveva con il marito a Rivolta d'Adda.

Guido Olivari, il marito di Sonia dalla quale aveva avuto una bambina di cinque anni, spiega che la moglie andava in piscina: «Penso che lui si fosse invaghito, e lei aveva addirittura smesso di andare in piscina e non gli aveva fatto sapere dove abitava. Poi sono cominciati i tormenti: biglietti, macchine danneggiate, vetri rotti. Abbiamo fatto denuncia su denuncia fino al fatto più grave, quando ha scavalcato la cancellata di casa, è entrato e, mentre mia moglie scendeva con la bambina, alla solita ora per il lavoro, l'ha colpita a calci e pugni. Ebbe cinque giorni di prognosi in ospedale».

L'udienza, dopo la denuncia, si sarebbe dovuta tenere a novembre. Nell'aprile scorso era intervenuto l'avviso di chiusura delle indagini, seguito dalla richiesta di rinvio a giudizio con le accuse di minacce e percosse.

Ora probabilmente l'inchiesta sull'omicidio di Sonia Balconi sarà trasmessa alla procura di Torino in quanto nel territorio di competenza del capoluogo piemontese è stato commesso il primo omicidio: quello dell'ex fidanzata di De Carlo, Maria Montanaro.

Per i due omicidi e per suicidarsi De Carlo ha utilizzato una Beretta calibro 7,65 sulla cui provenienza i carabinieri stanno indagando. In seguito alla denuncia di Sonia Balconi, al carrozziere erano state sequestrate le armi che deteneva.

r.clemente

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