Sabato 31 Luglio 2010

Dopo i tagli, aumenti sui biglietti
I pendolari dei treni: inaccettabile

In Lombardia verranno a mancare 314 milioni di euro, circa il 37% dei contributi pubblici necessari al funzionamento del trasporto pubblico. È questo quanto è emerso venerdì pomeriggio 30 luglio in Regione Lombardia - alla presenza dell'assessore Cattaneo - alla riunione sui tagli al trasporto pubblico derivanti dalla manovra economica approvata dal Parlamento.   Dalle proiezioni della Regione, tenendo conto anche della relativa diminuzione di utenza, anche un aumento delle tariffe del 50% coprirebbe solamente poco più della metà del buco economico e provocherebbe una consistente perdita di utenza.

Alla riunione anche i comitati pendolari lombardi, tra cui quello bergamasco: «La soluzione prospettata dall'assessore Cattaneo sarebbe basata in particolare sui tagli ai servizi e sull'aumento delle tariffe. L'ipotesi di aumenti pesanti delle tariffe è talmente concreta che la Regione rinvierebbe l'adeguamento “fisiologico” annuale, stimato nel 2,39%, a tale occasione - spiegano i pendolari -. A nostro avviso, e i numeri presentati tendono a confermarlo, oltre che inaccettabile per le quantità ipotizzate, ciò non sarebbe tuttavia sufficiente per salvare il trasporto pubblico dal disastro. Occorre quindi trovare nuove o differenti fonti di risorse, oltre ad attuare modalità attente e virtuose di governo del sistema della mobilità nella sua interezza e di concertazione con gli utenti».

«Innanzitutto riteniamo necessario riequilibrare il peso della manovra tra gli utenti del trasporto pubblico e di quello privato - propone il Coordinamento dei Comitati pendolari della Lombardia -, agendo ad esempio sulle accise dei carburanti, sulle tariffe autostradali o ricorrendo al road pricing nelle aree urbane. Dati gli elevati numeri in gioco, sarebbe infatti possibile ricavare risorse significative senza che ciò pesi eccessivamente sul singolo individuo. Ulteriori risparmi si potrebbero ottenere con la revisione delle norme antiquate che appesantiscono la circolazione e i conti del trasporto ferroviario. Con la regionalizzazione delle linee ferroviarie secondarie si potrebbero inoltre semplificare ed alleggerire le modalità di esercizio, affidandone la gestione a privati mediante gara. Ci sembra anche naturale che i contratti di servizio, per legge imposti con Trenitalia, non avendo più i fondi statali ad essi associati debbano essere stracciati, affidando i servizi con gara europea. Per fare tutto ciò occorrono però nuove e più ampie deleghe alle Regioni».

fa.tinaglia

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