Venerdì 24 Settembre 2010

Sola (IdV): «Raimondi e Belotti
rendano conto del loro operato»

Gabriele Sola, consigliere regionale per l'Italia dei Valori, interviene nella questione dell'ospedale nuovo e dei ritardi dell'inaugurazione. «Mi sembra alquanto singolare - dice Sola - che gli assessori bergamaschi a territorio e urbanistica Daniele Belotti e all'ambiente Marcello Raimondi abbiano dichiarato ufficialmente alla stampa che "vogliono essere informati" in merito allo stato dell'arte dei lavori al cantiere del nuovo Ospedale di Bergamo. Mi chiedo con che coraggio chi come loro ricopre la carica di assessore "esiga" informazioni che già dovrebbe conoscere. Senza contare che entrambi sono stati seduti tra le fila della maggioranza in Regione Lombardia per 10 anni durante i quali avrebbero dovuto tutelare i cittadini bergamaschi e i loro interessi, tra cui sicuramente quello di avere un nuovo ospedale sicuro».

«Mi chiedo con che faccia quindi i due assessori, già consiglieri per due legislatura - continua la nota -, ci propinino come loro unica azione la convocazione di un tavolo con...se stessi: il 1 ottobre infatti si incontreranno con Infrastrutture Lomabarde (società interamente partecipata da Regione Lombardia), Comune e Provincia, che mi risultano amministrati da Pdl e Lega. Tutto questo per dare la solita risposta di facciata alle mille domande che l'opinione pubblica si sta ponendo. Se le segnalazioni pubblicate sulla stampa dovessero venire confermate ci troveremmo di fronte ad un episodio di infinita gravità. Sto presentando in queste ore un'interrogazione proprio al Presidente Formigoni e agli assessori Belotti e Raimondi perchè sono loro a dover render conto dell'operato della Regione e del suo braccio operativo, Infrastrutture Lombarde. Nel frattempo chiedo ai miei colleghi bergamaschi che siedono in Consiglio regionale di unirsi a me nell'esigere un sopralluogo urgente al cantiere, per verificare in prima persona e in tempi rapidi se le segnalazioni dei cittadini riportate dalla stampa hanno fondamento».

e.roncalli

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