Martedì 12 Ottobre 2010

Scopre i vandali in azione
A sprangate gli rompono la gamba

«Quando siamo usciti dal bar abbiamo trovato l'auto con un finestrino rotto. Poi siamo stati aggrediti da una banda di nordafricani. Io sono stato preso a calci, pugni e infine a sprangate su una gamba». Questa la denuncia fatta ai carabinieri da un operaio di 21 anni, residente in un paese della Val Cavallina (che omettiamo per ragioni di privacy).

Ora è a casa con la gamba destra ingessata: ha riportato la frattura del perone, con una prognosi di 25 giorni. Il giovane ha raccontato ai militari che sabato sera, mentre si trovava con amici a Cavernago, all'uscita da un locale si è imbattuto in un gruppetto di giovani nordafricani.

La presunta gang avrebbe danneggiato a sprangate alcune auto in sosta (tre quelle che al momento risultano ai militari dell'Arma), per poi aggredire e cercare di rapinare – secondo la denuncia presentata – il gruppetto di amici bergamaschi, «colpevoli» di averli colti sul fatto nel compiere gli atti vandalici.

Tutto è successo in un parcheggio di via Romanino. Il ventunenne operaio della Val Cavallina era stato a bere qualcosa in un pub con tre amici. «Alle 23,30 abbiamo lasciato il locale – è il suo racconto – perché volevamo proseguire la serata in un altro posto. Arrivati all'auto nel parcheggio – prosegue – abbiamo però visto che il finestrino anteriore del lato del passeggero era rotto e che gli oggetti all'interno della macchina erano tutti sottosopra. Improvvisamente ho sentito poco distante da noi il rumore di un altro vetro infranto e sono andato a vedere, mentre i miei amici sono rimasti indietro. Così, ho sorpreso un giovane nordafricano con una spranga in mano. Un altro stava seduto in un'auto parcheggiata. "Siete stati voi a rimperci il finestrino?", ho protestato. Per tutta risposta mi hanno insultato, poi mi sono piombati addosso in quattro, mi hanno buttato a terra e preso a calci e pugni, cercando anche di sfilarmi il portafogli dai pantaloni.

Leggi di più su L'Eco del 12 ottobre

a.ceresoli

© riproduzione riservata