Artigiani doc, sempre più rari:
manca il ricambio generazionale

Posatori di pavimenti in cotto, conservatori di libri antichi, idraulici specializzati, falegnami, fabbri capaci di forgiare i metalli. Sono alcuni dei mestieri che richiedono un'alta specializzazione tecnica e manuale che anche in Bergamasca sono in via di estinzione.

Posatori di pavimenti in cotto, conservatori di libri antichi, idraulici specializzati, falegnami in grado di trattare antiche travi in legno, fabbri capaci di forgiare i metalli per cancelli e ringhiere storiche. Sono alcuni dei mestieri che richiedono un'alta specializzazione tecnica e manuale che anche in Bergamasca sono in via di estinzione.

È mancato un ricambio generazionale nelle botteghe artigiane e un sapere del fare rischia di andare irrimediabilmente perso nonostante ci sia una richiesta sul mercato (anche ben retribuito) di simili professionisti.

Lo rileva Angelo Carrara, presidente dell'Unione Artigiani, che ammette come anche in Bergamasca sono confermati i trend di una ricerca incrociata di Confartigianato e di Unioncamere sui mestieri di difficile reperibilità.

I dati nazionali parlano di un fabbisogno occupazionale pari al 26,7% che risulta insoddisfatto e che contrasta con quella percentuale del 27,9% di giovani che tra i 15 e i 24 anni sono a caccia di una occupazione.

«Abbiamo richieste – spiega Carrara – di idraulici specializzati, di montatori di serramenti e infissi ma non abbiamo professionisti sufficienti a soddisfare questa domanda. Magari di idraulici ce ne sono, ma pochi possiedono realmente il mestiere. Molti associati ci rimandano la difficoltà di trovare qualche giovane da far crescere "a bottega" come si diceva una volta, con voglia di imparare e magari di faticare un po', a cui cedere il testimone ma in grado di confrontarsi con l'innovazione».

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