Lunedì 29 Novembre 2010

Per Yara Gambirasio
al setaccio il centro sportivo

Per cercare Yara sono entrati in azione anche i «cani molecolari», capaci cioè di seguire tracce praticamente inesistenti: li usano negli Usa per rintracciare i fuggitivi. Con loro si sta passando al setaccio il centro sportivo di Brembate Sopra. Uno dei cani avrebbe anche trovato una traccia di Yara su un maniglione antipanico della struttura sportiva.

Perché - hanno spiegato gli inquirenti - Yara venerdì è stata vista uscire dal palazzetto, ma nessuno l'ha vista fuori dal centro sportivo. Tanto meno il 19enne che aveva sostenuto in tv di aver visto la ragazzina parlare con due adulti lungo la strada: interrogato dai carabinieri, alla fine aveva ammesso di essersi inventato tutto. Una bravata che gli è costata una denuncia per procurato allarme e falso ideologico.

Terminato l'esame del centro sportivo, i cani molecolari ripercorreranno la strada che Yara avrebbe dovuto fare per tornare a casa, nella speranza di trovare una traccia da seguire.

Agganciate due celle - Secondo gli inquirenti il cellulare di Yara avrebbe agganciato due celle prima di essere spento, quella di Brembate di Sopra e quella di Mapello. Un particolare che potrebbe dire tanto oppure nulla. Da una lato potrebbe infatti dire che la ragazza abbia lasciato il territorio comunale di Brembate di Sopra in direzione di Mapello, dall'altra però può anche capitare che il cellulare si colleghi ad una cella vicina a quella dove effettivamente si trova il cellulare.


Il mistero del guanto

Quello del guanto nero si è rivelato un «non mistero». La gente di Brembate Sopra segue con attenzione l'evolversi dell'indagine e tutti hanno, come si dice, alzato le antenne.

Qualsiasi cosa venga ritrovata viene consegnata alle forze dell'ordine. Nella tarda mattinata di lunedì è stato così anche per un guanto nero trovato lungo la strada. Gli accertamenti hanno però confermato che non si tratta di un guanto della ragazzina scomparsa.

Lunedì, riprese le ricerche
Gommoni, squadre di carabinieri, vigili del fuoco e volontari, e perfino l'elicottero. Le ricerche di Yara Gambirasio sono riprese in grande stile lunedì mattina alle prime luci del giorno: in particolare è stata battuta la zona vicina al Ponte di Briolo.

Con i gommoni perlustrato il corso del fiume Brembo, mentre le squadre a terra hanno passato al setaccio la stessa zona e le rive. Un elicottero ha sorvegliato le operazioni dall'alto e ha perlustrato anche tutta la zona dell'Isola alla ricerca di eventuali movimenti sospetti.

Il sito del Comune di Brembate di Sopra ha pubblicato un appello con la descrizione della 13enne, che indossava un pantacollant di colore nero, un giubbotto nero firmato Hello Kitty e aveva con ogni probabilità con sé anche uno zainetto.

Inviati della stampa da tutta Italia
A Brembate Sopra sono arrivati anche inviati dalle principali testate giornalistiche e televisive italiane e la polizia locale continua a presidiare la via dove la famiglia della ragazzina sta vivendo giorni di terribile angoscia.

Il mitomane e le altre segnalazioni
Ha raccontato a una tv di aver visto Yara Gambirasio parlare con due adulti in strada la sera della scomparsa. I carabinieri, che lo hanno interrogato, hanno subito capito che il ragazzo, di 19 anni, si era inventato tutto.

Sono state tante le segnalazioni giunte alla caserma dei carabinieri da parte della gente. I cittadini di Brembate Sopra sono tutti scossi per la vicenda di Yara e in molti si sono presentati dagli inquirenti fornendo possibili elementi utili alle indagini.

Secondo indiscrezioni, una ragazza avrebbe raccontato agli inquirenti di essersi trovata nella zona di via Locatelli (la strada del centro sportivo) verso le 18,45 di venerdì sera e di aver visto passare un furgoncino bianco a forte velocità.

I carabinieri hanno indagato anche sul caso di un individuo sospetto segnalato qualche giorno prima della scomparsa di Yara dalle parti del centro sportivo. L'uomo era stato sorpreso all'interno della struttura a scattare fotografie senza essere autorizzato e sul posto era intervenuta la polizia locale dell'Isola.

I carabinieri lo hanno rintracciato: ha un alibi e ha spiegato di aver scattato foto perché deve aprire un centro sportivo e voleva prendere a modello quello di Brembate.

Un bambino, accompagnato dai genitori, avrebbe raccontato ai militari di aver sentito delle grida venerdì pomeriggio. Finora, però, nessun elemento si è rivelato utile.

r.clemente

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