Sabato 18 Dicembre 2010

«Ho visto Yara alle 18,42
all'interno del centro sportivo»

C'è una novità nel giallo della sparizione di Yara Gambirasio. Un papà, intervistato telefonicamente venerdì sera durante la trasmissione tv di Rete 4 «Quarto Grado», ha sostenuto: «Ho visto Yara all'interno del centro sportivo alle 18,42».

Sono già quasi 500 le persone ascoltate a vario titolo dai carabinieri che indagano sulla scomparsa di Yara Gambirasio. Familiari, parenti, amici, compagni: chiunque sia entrato in contatto con lei è stato sentito, nella speranza di ottenere elementi utili su cui indagare.

Nel frattempo il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, lancia un appello ai media: le telecamere e i flash pongano fine all'assedio, facciano un passo indietro, perché il paese possa recuperare un po' di normalità.

Oggi le ricerche da parte dei carabinieri e della protezione civile si sono concentrate nella zona di Brembate Sopra, in particolare lungo il Brembo - da Ponte San Pietro alla Roncola di Treviolo -, e in una cava che si trova tra Brembate e Almenno San Bartolomeo. «Dobbiamo verificare alcune segnalazioni convergenti su quella zona: è uno scrupolo», dicono gli inquirenti. Venerdì le ricerche, sotto la neve, hanno toccato la zona di Zingonia, a Ciserano e Osio Sotto, ma anche Levate e, di nuovo, Locate di Ponte San Pietro e Berbenno. Sono stati inoltre intensificati da giorni anche i controlli da parte della polizia ferroviaria nelle stazioni che si trovano lungo le linee Bergamo-Lecco e Bergamo-Carnate-Milano.

Gli inquirenti hanno confermato che sono al vaglio alcuni video amatoriali girati da genitori e società sportive sulle gare e i saggi di ginnastica ritmica, con l'intento di osservare l'eventuale presenza di persone sconosciute o sospette mischiate a genitori, parenti e persone appartenenti al giro dello sport. Sull'esito di questi accertamenti – ancora in corso – nulla trapela. Dalla palestra della ginnastica ritmica di Brembate, tuttavia, spiegano che difficilmente un estraneo in tribuna passa inosservato: «Al di là dei saggi e delle gare – dice un'istruttrice – durante gli allenamenti nessuno può assistere, neppure i genitori, per non disturbare le giovani atlete». Lo stereo: «Nessuno sapeva» Quanto allo stereo portato in palestra quella sera da Yara, gli inquirenti dicono che la questione è stata chiarita già nelle prime ore dopo la scomparsa: giovedì 25 novembre dalla palestra era stato chiesto alle ragazze se qualcuna avesse uno stereo portatile da mettere a disposizione per la gara prevista la domenica. La richiesta era stata raccolta in particolare dalla sorella quindicenne di Yara, che aveva risposto: sì, noi ce l'abbiamo. Il giorno successivo la mamma Maura ha detto a Yara che c'era da portare lo stereo in palestra e così lei lo ha portato. Nessuno – dice la mamma – sapeva che sarebbe uscita proprio quel venerdì alle 17,15. «Lo ha saputo da me, che poteva portarlo», ha dichiarato Maura. I familiari non ritengono dunque credibile l'ipotesi che Yara potesse avere avuto un appuntamento. Anche perché, arrivata in palestra, si è trattenuta a seguire gli allenamenti di un altro gruppo di ginnaste.

Quanto agli accertamenti effettuati nel Salento, i carabinieri hanno confermato che si è trattato di semplici verifiche effettuate nelle prime ore dopo la scomparsa, quando ancora si prendeva in considerazione l'ipotesi – poi rapidamente tramontata – di un allontanamento volontario: in questo caso si compiono sempre verifiche anche nei luoghi dove risiedono parenti della persona scomparsa.

Nella mattinata di sabato, intanto, il Gruppo campanari di Bergamo sono arrivati a Brembate Sopra e, nel loro giro in paese, si sono fermati anche davanti a casa Gambirasio con un augurio speciale alla famiglia di Yara. In serata è prevista la visita del vescovo Francesco Beschi mentre in giornata tre suore Orsoline, della scuola che frequenta Yara e i suoi fratelli, sono andate a trovare i genitori della ragazzina.

fa.tinaglia

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