Domenica 02 Gennaio 2011

Decreto per l'ingresso regolare
di 100 mila lavoratori stranieri

Conto alla rovescia per il primo dei tre «click day», previsto il 31 gennaio, fissato dal decreto flussi 2010 pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine anno. Famiglie e imprese potranno chiedere di far entrare in Italia 86.580 lavoratori stranieri e 11.500 conversioni in permessi per lavoro di permessi rilasciati a cittadini stranieri per altri motivi. Il testo, firmato dal premier Silvio Berlusconi il 30 novembre scorso, entra ora in vigore dopo la pubblicazione del 31 dicembre 2010 sulla Gazzetta.

Il decreto flussi torna così dopo due anni di stop e utilizzerà la procedura informatica già applicata negli ultimi due decreti del 2007 e del 2008. Il metodo del click day è ormai collaudato: le domande dovranno essere presentate dai datori di lavoro via Internet attraverso il sito del ministero dell'Interno (www.interno.it).

Teoricamente, sarà possibile presentarle fino alla fine, ma ingressi e conversioni autorizzati dal governo andranno in molti casi esauriti in pochi minuti nel primo click day disponibile. Sarà insomma una gara di velocità (e di fortuna) per le prime 100 mila domande inserite nel database del Viminale.

I click day saranno in tutto tre: il primo del 31 gennaio, a partire dalle 8, sarà rivolto ai lavoratori subordinati di ogni settore di cittadini di Paesi che hanno accordi con l'Italia e quindi godono di 52.080 ingressi riservati. Sono: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia, India, Perù, Ucraina, Niger e Gambia.

Dalle 8 di mercoledì 2 febbraio potranno partire le domande per lavoratori domestici come colf, babysitter, badanti ecc., cittadini di altri Paesi, che non hanno accordi con l'Italia. Gli ingressi autorizzati sono in questo caso 30 mila. Dalle 8 di giovedì 3 febbraio, potranno partire le domande per gli altri ingressi autorizzati dal decreto flussi: lavoratori che hanno completato speciali programmi di formazione e istruzione nel Paese di origine e 500 discendenti di italiani in Argentina, Uruguay, Venezuela o Brasile.

Anche a Bergamo i sindacati si sono messi in campo per assicurare come sempre la consulenza e l'invio delle pratiche al Viminale. Solo alla Cisl Bergamo si prevede l'invio fino a 2.500 pratiche.

m.sanfilippo

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