Mercoledì 05 Gennaio 2011

Yara, «Tironi era da un amico
non può aver visto la ragazza»

Martedì 4 gennaio non si è tenuto alcun nuovo interrogatorio per Enrico Tironi, il diciannovenne vicino di casa di Yara che davanti alle telecamere tv ha sostenuto di aver notato la tredicenne in compagnia di due adulti, in via Rampinelli, la sera della scomparsa. Non è escluso che possa essere risentito, ma nel frattempo gli inquirenti hanno stabilito che il diciannovenne quella sera non può aver visto Yara.

Gli investigatori, infatti, nei giorni scorsi hanno cercato riscontri alle sue dichiarazioni e hanno appurato che, all'orario in cui Yara esce dalla palestra (fissato intorno alle 18,42-18,44), Tironi era da un suo amico (anche lui di Brembate) a giocare con un videogame. A provarlo il telefonino del diciannovenne: gli inquirenti avrebbero infatti appurato che il segnale del suo cellulare viene captato dalla stazione di telefonia mobile che copre la zona della casa dell'amico, e non quella che copre via Ravasio (abitazione di Tironi) e via Rampinelli (strada di casa di Yara). Questo – precisano gli inquirenti – non significa che il giovane non sia in buona fede e non abbia visto effettivamente una ragazza in compagnia di due uomini: gli investigatori sono però giunti a concludere che ragionevolmente non poteva trattarsi di Yara e che, se Tironi ha visto le tre persone, lo ha fatto in un orario non compatibile con quello in cui viene collocato il rapimento della tredicenne (compreso fra l'uscita dalla palestra e le 18,55, ora dell'ultimo segnale del suo telefonino).

Del resto lo stesso Tironi, nella sua testimonianza televisiva, a tratti si è detto convinto di aver visto Yara, a tratti non convinto, concludendo infine di non essersi recato dagli inquirenti a testimoniare proprio perché non sicuro di quanto visto. Anche ieri gli inquirenti hanno ribadito che la sua testimonianza viene considerata al pari di quella di altri (ci sono, ad esempio, l'ex guardia giurata Mario Torracco e la vicina Marina Abeni, tutti più volte sentiti), ma come gli altri contributi non ha portato sviluppi.

E' stato intanto dissequestrata la stanza di tre metri per quattro all'interno del cantiere ex Sobea a Mapello, dove è in costruzione un nuovo centro commerciale e dove aveva condotto il fiuto dei cani. Il locale, adibito a deposito di cavi, era stato sequestrato e analizzato dai carabinieri del Ris di Parma, che avevano portato in laboratorio alcuni reperti da studiare.

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e.roncalli

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