Venerdì 21 Gennaio 2011

Uccise il suocero dandogli fuoco
Perizia psichiatrica per Matar Mal

Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Matar Mal, il senegalese di 33 anni arrestato la scorsa primavera con l'accusa di aver ucciso, dandogli fuoco, il suocero Giannino Trapletti, 58 anni, ex sindaco di Borgo di Terzo. I fatti risalgono al 28 marzo, giorno in cui, al culmine di una serie di episodi di liti e minacce (puntualmente registrate in altrettante querele) nei confronti del suocero e della moglie, aveva cosparso Trapletti di liquido infiammabile, dandogli fuoco.

L'ex sindaco era stato ricoverato d'urgenza per le gravissime ustioni sul corpo, ma dopo 12 giorni di agonia era morto al Policlinico di Milano. L'uomo deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. All'udienza preliminare il Gup ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato dalla perizia psichiatrica, cui l'extracomunitario sarà sottoposto. Il perito incaricato è il prof. Massimo Biza che presenterà le sue conclusioni il giorno 8 aprile, entro lo stesso mese potrebbe esserci la sentenza.

IL DELITTO
L'episodio era accaduto nel giardino di casa dell'ex sindaco, dove Mal era giunto in preda alla rabbia per una separazione in atto con la moglie Tatiana Trapletti che non riusciva a digerire. Il senegalese aveva colpito la consorte con alcune coltellate (per questo deve rispondere anche di tentato omicidio). Per proteggere la figlia era intervenuto Giannino Trapletti che cercava di fare scudo col suo corpo. A quel punto il senegalese aveva preso un recipiente di liquido infiammabile e lo aveva versato addosso all'uomo. Poi aveva appiccato il fuoco. Trapletti era stato avvolto dalle fiamme, riportando gravissime ustioni sul 90 per cento del corpo. L'uomo era morto dopo 12 giorni di agonia. Oggi è in programma l'autopsia. Dopo l'episodio erano sorte polemiche. La famiglia Trapletti, tramite l'avvocato Cinzia Pezzotta, aveva parlato di dramma annunciato. In pochi mesi i Trapletti avevano presentato otto denunce contro Mal, ma nei confronti di quest'ultimo non erano mai stati presi provvedimenti. Anzi, il giudice civile aveva disposto che i Trapletti risarcissero il senegalese.

e.roncalli

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