Venerdì 28 Gennaio 2011

L'8% delle case bergamasche
con il rischio letale del radon

Nella Bergamasca il radon è la causa di oltre 50 decessi per tumori polmonari l'anno, circa il 10% di tutte le morti per carcinomi polmonari. Il radon è un gas radioattivo naturale, proveniente dal sottosuolo, che non si vede, non si sente, ma può essere letale.

Soprattutto se «imprigionato» in locali chiusi come sotterranei, stanze non ventilate e taverne. I dati sono stati resi in un convegno dell'Asl su un progetto di bonifica da radon nelle scuole. Nel monitoraggio effettuato dall'Asl su tutta la provincia bergamasca è emerso che l'8,1% delle abitazioni è a rischio radon.

Non c'è una zona che si possa dire indenne, ma sicuramente ne sono altre, quelle montuose, o i locali interrati, non isolati, dove il rischio aumenta sensibilmente. E nella Bergamasca queste «zone rosse» non sono poche. In particolar modo nelle valli e nelle zone di montagna e alta collina, in particolar modo negli edifici di vecchia realizzazione.

In 4 istituti scolastici della provincia (scuola materna di Leffe, Isis Pacati di Clusone, scuole elementari di Endine e scuola materna di Bossico), grazie al piano di bonifica finanziato dalla Regione è stato effettuato un risanamento, con abbattimenti di rilievo del radon concentrato negli ambienti.

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m.sanfilippo

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