Martedì 08 Febbraio 2011

Inchiesta ultrà: 104 indagati
L'accusa: «atti di guerriglia»

Gli ultrà dell'Atalanta nell'occhio del ciclone. Un'indagine della Procura vede indagate 104 persone, fra le quali l'assessore regionale Daniele Belotti e un sindaco legista della provincia di Bergamo. Fra i reati contestati c'è anche l'associazione per delinquere «finalizzata a compiere atti di guerriglia». Belotti è accusato di concorso esterno nell'associazione.

La polizia di Bergamo la mattina di martedì 8 febbraio ha intanto eseguito 35 perquisizioni a carico di altrettanti ultras atalantini, ritenuti responsabili dei reati di rissa, danneggiamento, lancio di oggetti contundenti, radunata sediziosa, lesioni e minaccia, reati commessi sia nel corso di manifestazioni sportive calcistiche che in occasione di altri eventi.

Le perquisizioni sono state disposte dalla procura di Bergamo al termine delle indagini svolte dal novembre 2009 dopo una serie di gravi incidenti. Oltre a questi disordini, sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche gli incidenti del dopopartita in occasione di Atalanta-Inter del mese di dicembre dello stesso anno, ma anche la manifestazione di protesta contro l'allora questore Turillo organizzata dagli ultrà il 19 gennaio 2010 fuori dalla questura di via Noli, la contestazione contro la società Atalanta organizzata al centro Bortolotti di Zingonia nel mese di maggio (allora il presidente era Alessandro Ruggeri e la Curva premeva perché il patron lasciasse) e i disordini alla Berghem Fest dell'agosto 2010.

L'operazione «ha consentito il sequestro a carico degli indagati di cospicuo materiale rilevante ai fini delle indagini», tra cui lanciarazzi, fumogeni, mazze da baseball, sfollagente telescopici, cinture bullonate, passamontagna.

Per il pm Carmen Pugliese, Belotti sarebbe il «trait d'union con le istituzioni» e uno stratega ascoltato da Claudio «Bocia» Galimberti.  A sei ultrà è contestata l'associazione: il pm ha chiesto ordinanze di custodia in carcere. Respinte però dal gip Alberto Viti. Il sindaco leghista finito nell'inchiesta sarebbe la vedetta che, durante gli scontri dopo la partita Atalanta-l'Inter, avrebbe fornito al Bocia gli avvistamenti delle forze dell'ordine. L'inchiesta è affidata alla Mobile (affiancata dalla Digos).

«Abbiamo aperto uno squarcio su dettagli relativi alla tifoseria che nessuno aveva mai voluto approfondire», ha dichiarato il sostituto procuratore di Bergamo Carmen Pugliese. Tra gli «squarci» aperti dall'indagine anche le visite che alcuni calciatori atalantini e dirigenti della società - secondo quanto dichiarato dal pubblico ministero - facevano a casa dei tifosi agli arresti domiciliari dopo partite senza brillanti risultati portando loro dei regali, soprattutto maglie. Nessun rappresentante dell'Atalanta risulta comunque iscritto nel registro degli indagati.

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e.roncalli

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