Giovedì 17 Febbraio 2011

Aler, si sblocca via Carnovali
Striscia la notizia in cantiere

Iniziati nel 2003 e fermi ormai da anni, i lavori di ristrutturazione delle case Aler di via Carnovali potrebbero ripartire molto presto. La novità arriva direttamente dal direttore Bruno Marzìa, dopo la pacifica irruzione dell'inviato del tg satirico di Striscia la Notizia Vittorio Brunotti, specializzato proprio in «cantieri fantasma», che martedì pomeriggio (il servizio non è ancora andato in onda), in sella alla sua inseparabile bicicletta, ha fatto tappa negli uffici di via Mazzini. «Se mi avessero fatto parlare di più – ha detto Marzia – avrei spiegato meglio l'intera vicenda, che è molto complessa».

Ma che cosa è sopraggiunto per sbloccare la situazione, ferma da anni a causa, da ultimo, di un fallimento? «C'è stato un concorso di attività intraprese da Aler per ovviare a tutti i ritardi burocratici che si sono nel frattempo creati – spiega Marzìa –. Gli interventi sono stati sostanzialmente tre: l'acquisto del materiale presente in cantiere di proprietà dell'impresa fallita; la ricerca della società di leasing proprietaria di uno dei macchinari; l'attività di sollecito fatto dal legale alla curatela». Così, dopo le polemiche per lo stop, che avevano portato addirittura a un sit-in davanti al cantiere, l'Aler annuncia il bando per marzo e l'inizio, o meglio, la ripresa dei lavori nella seconda metà dell'anno. Ricorsi permettendo. Si tratta di un intervento considerevole: sei palazzine, per un totale di 90 alloggi e 98 box e cantine.

La spinosa vicenda del cantiere di via Carnovali inizia nel giugno 2003, con la consegna dei lavori di ristrutturazione a un'impresa. Il contratto viene rescisso però dopo otto mesi per problemi nell'adempimento del progetto. La seconda impresa classificata non accetta l'incarico, l'ufficio tecnico rivede il progetto. Finalmente nel giugno del 2005 il cantiere viene consegnato ad una nuova impresa, che lavora a rilento fino al luglio del 2008. Dal 25 luglio 2008 il cantiere rimane deserto senza alcun preavviso. Seguono un lungo tira e molla, silenzi, carte bollate. La ditta è fallita, ma nel cantiere sono rimasti macchinari e attrezzature di sua proprietà, ma dal curatore fallimentare non arrivano comunicazioni. Seguono le proteste e i tentativi dell'Aler di sbloccare la situazione. Solo nel settembre 2010, dopo ripetuti solleciti, è possibile procedere al primo inventario dei beni da rilevare.

fa.tinaglia

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