Venerdì 25 Febbraio 2011

Legambiente su Caravaggio:
città a misura d'uomo o d'asfalto?

Caravaggio: una «città a misura d'uomo» o d'asfalto? È la domanda di Legambiente, già posta a novembre, in riferimento allo studio di valutazione ambientale strategica (Vas) del nuovo Pgt di Caravaggio. Una domanda che resta attuale. Ecco il comunicato.

«Una domanda che resta dopo la seconda presentazione del documento pienamente valida e per niente provocatoria . Le premesse restano virtuose, si parla di "città a misura d'uomo" e di "contenimento dell'incremento della popolazione", ma si continua a ignorare come queste affermazioni siano in contrasto con le nuove abitazioni già approvate con lo strumento del Piano integrato d'intervento (Pii) che consentono l'insediamento di circa ottocento nuovi nuclei familiari» .

«Il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) non può prescindere da questi dati. Riproponiamo la domanda. Cosa significa  Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati? Nulla di nuovo se poi si guarda al dato del consumo del suolo».

«La "città a misura d'uomo", citata numerose volte nel documento di Valutazione ambientale strategica (Vas) scompare. Le nuove infrastrutture occuperanno nuovo suolo per un totale di oltre un milione di metri quadri di terreno. Tralasciando l'Interporto, la cui previsione ricade solo in parte sull'Ente Locale, comunque cresciuto dalla previsione di trecentomila metri quadri del 2005 agli attuali ottocentomila metri quadri, a far gridare allo scempio basta il nuovo autoparco a ridosso di Masano».

«Che funzione deve svolgere un nuovo autoparco su un area ricca di fontanili e rogge, riconosciute come peculiarità da valorizzare nello stesso documento comunale? A che serve un autoparco che è a 7 km dal nuovo interporto? Parliamo, poi, del nuovo traffico indotto dalle due strutture citate, in un area come la Bassa Bergamasca, e Caravaggio di conseguenza, che già è in sofferenza per la qualità dell'aria».

«La criticità del dato del traffico rapportato con la qualità dell'aria è una delle criticità segnalate dalla Valutazione ambientale strategica (Vas). Altro dato critico riconosciuto: il verde pro capite per i cittadini. A quanto ammontano le aree di compensazione a verde nel nuovo Pgt? Poco più di centocinquantamila metri quadri».

«Ma non si parla di nuove aree verdi ma di aree già esistenti. Quindi la compensazione cade a zero o quasi. E non parliamo, come ha asserito il Sindaco di "demolire le case per far posto al verde" (vogliamo, naturalmente, credere a una provocazione ironica), ma di aree che necessitano ai cittadini per una qualità di vita accettabile. Aree che devono esser individuate sia nell'immediato circondario cittadino, a ridosso delle infrastrutture, che nel tessuto urbano, visto che esistono aree non costruite che possono esser recuperate a verde fruibile per i cittadini».

«Ci chiediamo, ma fra le criticità individuate dalla Valutazione ambientale strategica (Vas) e le relative previsioni di sviluppo, esiste un minimo logico rapporto? Sembrerebbe proprio di no. Ad ogni affermazione virtuosa, fa seguito una previsione di seno opposto. Torniamo pertanto a chiedere di partire dal dato concreto che una città che rispetta le risorse del territorio è una città che consuma meno suolo, che funziona in modo più efficiente e dove quindi si vive e si lavora meglio».

«Cosa chiediamo? Chiediamo di nuovo, e non ci stuferemo di farlo, di: assumere il "contenimento di consumo del suolo" come priorità del governo del territorio; sollecitare l'introduzione di parametri misurabili e quantificabili (es: limite massimo di suolo urbanizzabile, calcolato in base allo stato di fatto, alla disponibilità di aree dismesse e vani sfitti, alla domanda effettiva di nuovi volumi, alla verifica degli impatti, dei costi ambientali); sollecitare l'introduzione di strumenti che valutino con efficacia e scientificità il progressivo consumo di suolo (oggi uno dei problemi è il reperimento di dati attendibili su questo aspetto); introdurre le compensazioni ecologiche preventive ogni volta che, verificata l'indisponibilità di aree dismesse, si renda necessario un intervento di nuova costruzione su suolo non edificato. Le stesse devono essere realizzate prima di ottenere il permesso di costruire e prevedere il vincolo a finalità di uso pubblico di carattere ambientale sulla corrispondente porzione di territorio comunale; introdurre fasce di rispetto attorno alle nuove infrastrutture , onde evitare l'urbanizzazione delle aree stesse; creare aree pedonali e percorsi ciclo-pedonali a garanzia di una mobilità sostenibile e di una migliore qualità di vita dei residenti».

«Inoltre chiediamo chiarezza rispetto alla riqualificazione del parco e della struttura dell'ex Casa del Fascio. È un'area centrale, che non deve essere riconsegnata alla speculazione edilizia. Ricordiamo di nuovo la frase di Italo Calvino: "Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure". Vediamo che siano sogni e non incubi».

Il presidente del Circolo: Arturo Giudicatti
Per il direttivo regionale: Patrizio Dolcini

m.sanfilippo

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