Venerdì 11 Marzo 2011

Yara, il  pm: «Non escludo nulla
Il Dna? Non è per forza decisivo»

«Non smentisco l'esistenza di tracce di Dna, ma non è detto che siano per forza decisive»: a parlare è il sostituto procuratore di Bergamo Letizia Ruggeri, che indaga sull'omicidio di Yara Gambirasio. Le parole del pm suonano come una doccia fredda sul clamore suscitato dal ritrovamento delle due tracce, una maschile e l'altra femminile, isolate dai guanti ritrovati nel giubbotto della giovanissima ginnasta uccisa.

Le due tracce biologiche, dalle quali la polizia scientifica ha isolato i codici genetici, ci sono. Ma si trovavano sui guanti, che negli ultimi giorni di vita di Yara potrebbero aver avuto un contatto con tante persone. Ecco perchè il pm sottolinea che il «Dna non è per forza una svolta del caso».

Ancora oggi non è stato possibile sapere quale è l'esatta causa della morte di Yara. «Non c'è stata una vera e propria relazione preliminare da parte della dottoressa Cristina Cattaneo - spiega Ruggeri -. Ci sono continui aggiornamenti, dai quali per ora non è stato possibile comprendere la vera causa del decesso». 

Colpita alla testa con un corpo contundente
È l'unica vera novità emersa nelle ultime ore. Yara è stata colpita da un corpo contundente alla testa. Non si sa ancora se l'ampia lesività riscontrata sia stata prodotta da un sasso, un martello o il calcio di una pistola. E non si sa nemmeno se la ferita alla testa sia stata la causa della morte della ginnasta tredicenne.

Gli inquirenti sembrano invece tendere ad escludere la morte per asfissia. È stato confermato che le sei ferite, una sul collo, una su un polso e quattro alla schiena, siano state causate da un'arma da taglio. Quanto alle quattro ferite alla schiena, due si intersecano formando una X. Potrebbe essere casuale, ma tra le molteplici piste che si valutano non si esclude a priori che la X possa avere un significato misterioso ed inquietante, anche se l'ipotesi di una pista satanica pare remota.

Gli accertamenti sul cadavere sono comunque molto complicati, difficili e consequenziali e finora i dati acquisiti non consentono di trarre conclusioni definitive su come Yara sia morta.

Si cerca un colpevole in provincia di Bergamo
Le indagini sembrano comunque orientarsi nella ricerca di un colpevole nella provincia di Bergamo. La presenza sul corpo della ragazzina di un Dna maschile e di uno femminile estraneo a Yara non trova ancora conferme ufficiali, ma non è stata smentita, per cui è probabile che sia vera. Ammesso che sia vera, è tutto da vedere se il Dna corrisponda al profilo dell'assassino o degli assassini. Potrebbe essere anche di persone estranee all'omicidio.

Quanto alla violenza sessuale che potrebbe aver subìto Yara, al momento non ci sono elementi che la provino, ma non la si può escludere. Dai primi esami non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza sessuale, però gli accertamenti sono lunghi e complessi.

Gli inquirenti sono al lavoro con un esercito di persone che riunisce le migliori intelligenze nel settore in ambito nazionale, per cui c'è la speranza che il caso abbia una soluzione. Il fascicolo per l'omicidio di Yara resta aperto a carico di ignoti.


m.sanfilippo

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