Lunedì 21 Marzo 2011

Scuola, i giovani gettano la spugna
250 abbandoni in soli cinque mesi

L'abbandono degli studi è un fenomeno che sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti in Bergamasca. Le cifre parlano chiaro: il 28% degli studenti lascia la scuola per tentare di entrare subito nel mondo del lavoro. una percentuale altissima, basti pensare che la media nazionale è del 14%, cioè la metà esatta.

Per far fronte a questa situazione è stata predisposta una rete territoriale per la prevenzione della dispersione scolastica. Al progetto lavorano Provincia, Comune di Bergamo, Ufficio Scolastico Provinciale e Curia Vescovile.

Dal primo ottobre 2010 al 29 febbraio 2011 sono stati 250 i giovani che hanno lasciato il ciclo scolastico cosiddetto obbligatorio. L'obiettivo della rete territoriale è di abbassare la percentuale di dispersione scolastica dal 28% al 10%. Un traguardo non indifferente che si intende raggiungere attraverso la presa in carico di soggetti a rischio di abbandono, l'istituzione di tirocini, di progetti individuali e altre iniziative.

«Obbiettivo comune - ha spiegato l'assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro, Enrico Zucchi - è prevenire e contenere l'abbandono scolastico di numerosi giovani attraverso l'accompagnamento al reinserimento con percorsi di istruzione e formazione oppure con percorsi lavorativi attraverso l'apprendistato».

Il protocollo siglato in Provincia in particolare rileva le seguenti finalità:

- Fornire un chiaro riferimento istituzionale e operativo alle istituzioni scolastico/formative, ai singoli e allo loro famiglie
- Supportare una scelta scolastica/formativa consapevole degli studenti.
- Innalzare il livello di istruzione nella popolazione giovanile investendo nell'istruzione e nella formazione e in particolare nelle discipline scientifiche
- Innalzare all'85% la percentuale di 22enni in possesso di qualifica di diploma
- Promuovere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

e.roncalli

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