Giovedì 24 Marzo 2011

L'artigiano ucciso a Gandino
Per un torneo portò anche Scirea

Resta avvolta nel mistero la morte di Santo Barcella, l'artigiano edile 70enne scomparso lo scorso novembre da Clusone e trovato senza vita martedì pomeriggio nei boschi di Valpiana, sopra Gandino.

Le condizioni del corpo – trovato in stato di decomposizione e avvolto in un telo di juta plastificata nera – fino ad ora non hanno permesso agli inquirenti di ricostruire con precisione le circostanze del decesso: un primo e sommario esame sul corpo del settantenne avrebbe permesso di riscontrare una ferita alla base del cranio, possibile segno di un'aggressione, ma per stabilire l'origine di quella lesione e di eventuali altri segni saranno necessari esami medico-legali più approfonditi.

Per questo il sostituto procuratore Carmen Pugliese, che indaga per il reato di omicidio e sta coordinando le indagini dei carabinieri, ha disposto l'autopsia: l'esame sarà eseguito venerdì mattina agli Ospedali Riuniti di Bergamo dal dottor Antonio Osculati, medico legale dell'Università di Varese.

L'esperto incaricato dalla procura avrà il compito di analizzare il corpo non solo alla ricerca di lesioni che possano fare luce sulle modalità della morte, ma anche di tracce biologiche, per esempio capelli o brandelli di pelle, che potrebbero aiutare gli inquirenti a individuare gli autori del delitto con la comparazione del Dna.

Gandino incredula
Per i residenti di Gandino è difficile credere che la brutalità umana possa essere salita fino a Valpiana con un fardello tanto pesante. C'è incredulità a Gandino, all'indomani del ritrovamento del corpo di Santo Barcella. In piazza Vittorio Veneto non si parla d'altro, scossi dall'idea che stampa e tv, che qui ultimamente erano di casa ma per le celebrazioni garibaldine legate al 150° dell'Unità d'Italia, si siano mosse per un fatto tanto orribile e inspiegabile.

Nessuno qui conosceva la vittima, ritrovata senza vita in località Boda, al culmine della salita di sette chilometri che dall'abitato di Gandino porta alla cappella di Sant'Antonio e più su alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e alla Malga Lunga. «Chi è arrivato fin lassù – sottolineano molti – doveva conoscere la zona, non ci si può arrivare per caso». In effetti la strada è poco segnalata, salvo qualche indicazione posta appena dopo Leffe, per bypassare il centro di Gandino.

Barcella viveva a Clusone: portò Scirea a Gorno
Santo Barcella viveva a Clusone con la moglie, ma per molti anni ha abitato a Gorno. Nel paese della Valle del Riso era per tutti semplicemente «Santino». Era conosciuto anche per aver organizzato un importante torneo di calcio notturno a sette, diventato con il passare del tempo uno dei più importanti appuntamenti calcistici della Bergamasca negli Anni Ottanta. «Venivano sportivi del pallone da tutta la provincia – racconta un gornese –, era riuscito anche a invitare big del settore, un anno è intervenuto pure il grande Gaetano Scirea. Era uno dei tornei più blasonati del periodo e lui era l'anima».

Leggi di più su L'Eco di Bergamo del 24 marzo

r.clemente

© riproduzione riservata