Martedì 22 Marzo 2011

Gandino, artigiano edile ucciso
Forse un regolamento di conti

Un artigiano edile 70enne di Clusone, Santo Barcella, scomparso da casa nel novembre del 2010, è stato trovato morto nel pomeriggio a Gandino in una zona boschiva lungo la strada che conduce verso Valpiana. L'uomo è stato ucciso e poi rinchiuso in un sacco nero, ma al momento non si hanno altri dettagli su come sia avvenuto l'omicidio. Il cadavere è stato trovato in avanzato stato di decomposizione. Il riconoscimento ufficiale deve ancora essere fatto.

La vittima era scomparsa da casa lo scorso 6 novembre. La denuncia era stata fatta dal figlio il giorno successivo. L'auto del Barcella era stata ritrovata a Casnigo, nel parcheggio del supermercato «Ld», lungo la strada che sale in Val Gandino, nei giorni immediatamente seguenti la scomparsa. A conferma delle generalità dell'uomo, gli inquirenti hanno anche notato le iniziali del suo nome ricamate sulla camicia che indossava al momento dell'esecuzione.

A trovare il cadavere - nei boschi della località «Boda» - è stata una escursionista che ha notato un sacco nero in un piccolo dirupo che si discosta dal sentiero a poca distanza dalla strada. Incuriosita, si è avvicinata e con un bastone ha provato ad aprirlo: a questo punto ha notato sporgere le scarpe e ha subito capito di trovarsi di fronte a un corpo senza vita.

Immediatamente ha dato l'allarme ai carabinieri della caserma di Gandino che sono giunti sul posto e hanno avvisato il magistrato, il pm Carmen Pugliese che ha avviato le indagini. Il pubblico ministero aveva già aperto un fascicolo sulla scomparsa del 70enne, già noto alle forze dell'ordine per alcuni piccoli reati. Non si esclude pertanto che all'orgine del fatto delittuoso possa esserci un regolamento di conti.

La salma è stata successivamente composta all'obitorio dell'ospedale di Gazzaniga in attesa di essere sottoposta ad esame autoptico che dovrà accertare le cause della morte.

Ad una visita esterna del cavedere, sembra che l'uomo sia stato colpito alla testa, ma non si sa ancora se a provocare le ferite siano stati i proiettili esplosi da un'arma da fuoco oppure un corpo contundente. L'avanzato stato di decomposizione del cadavere non ha consentito ulteriori accertamenti.

e.roncalli

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