Venerdì 01 Aprile 2011

Lo striscione di CasaPound:
«L'Italia muore a Lampedusa»

«L'Europa muore a Tripoli, l'Italia muore a Lampedusa». Questo il testo dello striscione a firma CasaPound Italia comparso nella scorsa notte a Bergamo sul cavalcavia di via Briantea, all'altezza della rotonda Locatelli, per stigmatizzare il comportamento vergognoso del governo italiano e dell'Unione europea sulla guerra in Libia e sulla gestione del tragico esodo di profughi e immigrati dal Nordafrica che sta facendo del nostro Paese, da Ventimiglia a Lampedusa, la prima vittima dell'ingordigia anglo-americana e dell'irresponsabile egoismo francese.

Diversi mercati e centri commerciali della Bergamasca questa mattina sono stati «invasi» da centinaia di «cartoline» di Lampedusa: volantini che raffigurano l'isola com'è oggi, non ancora la Portofino di cui parla Berlusconi, ma terra di caos e tomba di tutte le false e ipocrite speranze sulla logica dell'«accoglienza», della «convivenza» e del «pacifismo» a comando.

«Ti hanno detto che a Lampedusa è tutto a posto. Non è vero - si legge sul volantino -. Ti hanno detto che abbiamo bisogno di più immigrati. Non è vero. Ti hanno detto che la guerra in Libia è una guerra giusta. Non è vero. Ti hanno detto che in questa guerra agiamo da protagonisti. Non è vero. Ti hanno detto "tranquillo: benzina e bollette non andranno alle stelle". Non è vero».

«Solo questo è vero: L'Europa muore a Tripoli, l'Italia muore a Lampedusa. L'Europa muore a Tripoli, e i suoi assassini sono l'ingordigia anglo-francese, il mammut burocratico di Bruxelles, l'eterna sudditanza verso i padroni del vapore, la pavidità che paralizza. L'Italia muore a Lampedusa, e i suoi assassini sono l'inettitudine della destra di governo, il servilismo della sinistra all'opposizione, le speculazioni della Confindustria in cerca di nuovi schiavi, i calcoli del Vaticano in cerca di nuovi fedeli».

m.sanfilippo

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